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Delibera 3 maggio 2010, n. 764
Definizione del sistema di finanziamento degli enti gestori dei servizi sociali delegati ai sensi della legge provinciale 30 aprile 1991, n.13 (modificata con delibera n. 509 del 09.05.2017 e delibera n. 876 del 22.10.2019)

Allegato A

Sistema di finanziamento per le spese correnti degli enti gestori dei servizi sociali delegati ai sensi della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13

1. A decorrere dall'anno 2010 per il finanziamento delle spese correnti degli enti gestori dei servizi sociali delegati si applicherà il seguente sistema di finanziamento, mentre per gli anni 2010, 2011 e 2012 si adotterà un regime transitorio; il quale è stato definito dalla Ripartizione Famiglia e Politiche sociali tenendo conto dei principi fissati nell'elaborazione del nuovo sistema di finanziamento ed in modo tale che venga garantito un graduale passaggio dal precedente al nuovo sistema di finanziamento.

a) a tutti gli enti gestori viene assegnato un importo fisso pari ad euro 375.000,00 per le spese istituzionali. Nel caso in cui un ente gestore presenti, per un periodo di tempo di almeno sei mesi, una concentrazione particolarmente elevata di problematiche sociali, dovuta alla presenza di almeno 250 persone in più sul territorio, con notevoli effetti sull’attività dei servizi sociali delegati, l’importo previsto viene aumentato del 250%.

b) gli enti gestori ricevono un finanziamento per la copertura delle spese vincolate per:

- i servizi e le strutture multizonali determinati con decreto della direttrice/del direttore di ripartizione competente, aumentate del 5% per la copertura dei costi amministrativi connessi, salvo che sia diversamente previsto;

- le spese di locazione;

- piani e progetti di rilievo per l’intero territorio provinciale o la cui attuazione è ritenuta prioritaria dalla Ripartizione provinciale Politiche sociali.

c) la parte residua del finanziamento viene coperta da una quota pro capite ponderata, la quale è riferita ai seguenti indicatori obiettivi, messi a disposizione dall'ASTAT, dal sistema SIPSA o da altri fonti ufficiali e riferiti al momento del calcolo:

numero di abitanti (ponderazione: 57,5 %);

dimensione in kmq tranne le acque e le zone prive di vegetazione (ponderazione: 5%);

densità della popolazione fino ad un massimo di 400 abitanti per kmq (ponderazione: 2%);

numero delle ore di prestazione dell'assistenza domiciliare e dei centri diurni dell'assistenza domiciliare nell'anno (ponderazione: 5%);

numero degli anziani ultra 75enni (ponderazione: 5,5%);

numero degli adulti di età compresa tra i 18 ed i 75 anni utenti dell'assistenza socio-pedagogica di base (ponderazione: 5%);

numero delle persone che percepiscono l'assegno di cura e non sono ospitate presso una casa di riposo o centro di degenza (ponderazione: 6,5%);

numero dei minorenni (ponderazione: 5,5%);

numero dei minorenni utenti dell'assistenza socio-pedagogica di base (ponderazione: 5%);

numero dei fruitori delle prestazioni Reddito minimo di inserimento, o Locazione e spese accessorie, oppure Assegno per le piccole spese personali (ponderazione: 3%).

La quota che viene calcolata per i singoli enti gestori, deriva dai parametri dei singoli enti gestori raffrontati con i parametri provinciali e la loro ponderazione.

2. Dovessero determinati parametri sopra riportati dimostrare rilevanti variazioni da un anno all'altro, è facoltà della Ripartizione provinciale Famiglia e politiche sociali sostituirli con la media rilevata nei precedenti 2 o 3 anni per tutti gli enti gestori;

3. I Comuni compartecipano con una quota fissa pari al 15% ai costi dei servizi dell'assistenza domiciliare e dei centri diurni dell'assistenza domiciliare.

4. I mezzi finanziari impegnati per le spese di locazione, i servizi multizonali e i piani e progetti, la cui attuazione è ritenuta prioritaria dalla Ripartizione Politiche sociali, e non utilizzati in tutto o in parte, devono essere dichiarati come avanzi amministrativi risultanti da spese di locazione, servizi multizonali e piani e progetti, la cui attuazione è ritenuta prioritaria dalla Ripartizione Politiche sociali. Questi non possono essere compensati con l'avanzo o il disavanzo amministrativo generale. Per il finanziamento delle spese correnti viene messo a disposizione dei singoli enti gestori il 20 per cento degli avanzi amministrativi dell’anno precedente agli stessi riconosciuti.

 

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