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Delibera 29 gennaio 2019, n. 48
Modifica dei criteri per la concessione di contributi in attuazione del Piano sanitario provinciale

Allegato A

Criteri per la concessione di contributi in attuazione del Piano sanitario provinciale

Articolo 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano ai sensi dell’articolo 81, comma 1, della legge provinciale 5 marzo 2001, n. 7, la concessione di contributi per spese correnti e per singole iniziative a favore di soggetti privati e pubblici operanti nel settore della sanità per il raggiungimento o il sostegno degli obiettivi del Piano sanitario provinciale, nonché dei progetti obiettivo e delle azioni programmate ad esso conformi, riferiti ai seguenti settori di intervento:

a) assistenza sanitaria integrativa;

b) misure a sostegno delle pazienti e dei pazienti e delle loro famiglie;

c) promozione dell’autogestione delle pazienti e dei pazienti;

d) prevenzione e promozione della salute;

e) promozione della donazione di organi e tessuti.

Articolo 2
Beneficiari

1. I contributi di cui all’articolo 1 sono concessi a soggetti pubblici e privati operanti nel settore della sanità.

2. I beneficiari devono avere un’adeguata struttura organizzativa nella provincia di Bolzano. I beneficiari con sede legale fuori dalla provincia di Bolzano devono disporre di una sede sul territorio provinciale dotata di autonomia amministrativa e patrimoniale.

3. In base all’attività e alla tipologia dell’ente beneficiario i contributi sono concessi nel rispetto del regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” o in base alla decisione 2012/21/UE del 20 dicembre 2011, che regola i sevizi di interesse economico generale.

4. Al fine di incentivare la collaborazione e le economie di scala tra gli enti attivi in ambito sanitario, in caso di fusione o di completo accorpamento delle attività tra enti privati che hanno già beneficiato di contributi per spese correnti per un periodo di almeno due anni, la percentuale di contributo prevista è incrementata del 10 per cento per l'esercizio dell'avvenuto effettivo accorpamento e per i cinque esercizi successivi. Nel caso di enti nati da scissione di enti già sostenuti in precedenza, verrà agevolata l’attività dell’ente maggiormente rappresentativo, in termini di complessità della struttura ed entità delle attività programmate.

5. Nel caso di accorpamenti di singoli settori di attività, come ad esempio l’amministrazione del personale, oppure in caso di trasferimento dei servizi stessi ad una organizzazione centrale, per l’anno dell’accorpamento o del trasferimento e per i successivi tre anni la percentuale del contributo è aumentata del 5 per cento. Dalla documentazione deve risultare in modo chiaro e trasparente quanto in futuro verrà risparmiato dall’organizzazione grazie a tale accorpamento o trasferimento. Questa disposizione vale solo per enti che sono stati sostenuti per almeno due anni con contributi per spese correnti.

Articolo 3
Contributi per spese correnti

1. Nell’ambito delle risorse disponibili sono concessi contributi fino al 50 per cento della spesa ammessa per spese correnti che gli enti sostengono per l’ordinaria gestione della propria organizzazione e per lo svolgimento delle attività riguardanti l’ambito sanitario. Possono presentare domanda le seguenti tipologie di beneficiari:

a) enti associativi di pazienti;

b) enti che promuovono la donazione di organi e tessuti;

c) enti che promuovono come attività principale l’autogestione del/della paziente;

d) enti che promuovono diversi metodi in ambito psicologico o che offrono percorsi psico - riabilitativi;

e) enti che organizzano attività ricreativa per persone ricoverate presso strutture sanitarie pubbliche e convenzionate;

f) enti che offrono servizi di sostengo e accompagnamento alle e ai pazienti;

g) enti che hanno come scopo principale la prevenzione e la promozione della salute;

h) federazioni di enti elencati nelle lettere precedenti.

2. Per statuto gli enti devono svolgere la loro attività principale in ambito sanitario e sul territorio provinciale.

3. Fino alla concorrenza delle risorse disponibili può essere concesso un contributo fino al 75 per cento della spesa ammessa a favore delle federazioni di enti di cui al comma 1, lettera h), e a favore degli enti di cui al comma 1, che svolgono per statuto attività di assistenza sanitaria a favore di:

a) persone affette da malattie croniche;

b) pazienti oncologici;

c) persone con gravi patologie invalidanti;

d) persone affette da malattie rare;

e) persone con patologie complesse, che richiedono continua o prolungata assistenza riabilitativa, preventiva e terapeutica nonché sostegno sia per sé stesse che per le proprie famiglie.

Articolo 4
Contributi per iniziative

1. Sono concessi contributi per iniziative di informazione, prevenzione ed educazione alla salute, che devono corrispondere alle seguenti tipologie:

a) seminari, corsi, gruppi di auto aiuto, supervisioni, convegni e conferenze;

b) campagne di prevenzione e promozione della salute e pubblicazioni che divulgano contenuti di interesse sanitario;

c) attività ricreativa per persone ricoverate presso strutture sanitarie pubbliche e convenzionate;

d) attività motorie rivolte alle seguenti categorie di persone: pazienti con patologie cardiovascolari, persone con un’età superiore ai 65 anni, pazienti oncologici, bambine e bambini con problemi di postura, persone gravemente obese e persone affette da malattie croniche. Sono escluse le attività sportive agonistiche e non agonistiche e le attività terapeutiche.

2. Le iniziative agevolabili devono riferirsi ai seguenti settori di intervento:

a) prevenzione e lotta contro le dipendenze (droghe, alcol, fumo, farmaci, gioco d’azzardo, doping);

b) prevenzione e lotta contro i tumori;

c) prevenzione e riduzione del danno in patologie croniche e di malattie che causano un’invalidità;

d) prevenzione e riduzione delle patologie connesse all’alimentazione e promozione di una “sana alimentazione”;

e) prevenzione di patologie derivanti dall’esposizione a fattori nocivi ambientali e da infortuni negli ambienti di vita e di lavoro;

f) prevenzione di problemi legati alla gravidanza, al parto e allo sviluppo nel periodo neonatale, nell’età pediatrica e nell’adolescenza, a meno che iniziative e corsi analoghi non vengano già offerti da strutture pubbliche, quali ad esempio distretti, consultori, ecc.;

g) prevenzione dei disturbi psichici comportamentali con particolare riguardo alle categorie a rischio;

h) tutela della salute degli anziani.

3. Fino alla concorrenza delle risorse disponibili può essere concesso un contributo fino al 75% per cento della spesa ammessa.

4. Le iniziative agevolate non possono iniziare prima dell’esercizio in cui viene presentata la relativa domanda.

5. Le iniziative devono essere effettuate entro il termine perentorio del 31 dicembre dell’anno di concessione del contributo.

6. Se la realizzazione delle iniziative avviene nel periodo di due o più anni, deve essere presentato l’intero progetto.

7. Ai fini della concessione del contributo, ai convegni, corsi, seminari, manifestazioni e simili devono partecipare almeno otto persone.

Articolo 5
Presentazione della domanda

1. La domanda di contributo deve essere compilata in ogni sua parte sul modulo predisposto dall’Ufficio provinciale Ordinamento sanitario o secondo il relativo modello ed essere sottoscritta dal/dalla legale rappresentante dell’ente.

2. I criteri per la presentazione della domanda, i moduli per la domanda di contributo e i relativi allegati sono scaricabili dal sito internet della Provincia autonoma di Bolzano - Ripartizione Salute.

3. La domanda deve essere presentata entro il termine perentorio del 31 gennaio dell’anno di riferimento.

4. I comitati e le associazioni possono consegnare la domanda direttamente all’ufficio sopra indicato o spedirla tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento; in quest’ultimo caso fa fede la data del timbro postale di spedizione.

5. Tutti gli altri enti devono inviare la domanda tramite posta elettronica certificata (PEC), sottoscritta con firma digitale dalla/dal legale rappresentante.

6. La domanda di contributo deve essere affrancata con contrassegno telematico da 16,00 euro. Nel caso in cui l’ente sia esente dall’imposta di bollo, è necessario indicarlo nella domanda.

7. Alla domanda di concessione del contributo deve essere allegata la seguente documentazione:

a) statuto e atto costitutivo dell’ente, entrambi in copia autenticata, qualora la domanda venga presentata per la prima volta o nel caso in cui siano state apportate modifiche o integrazioni allo statuto e/o all’atto costitutivo;

b) dichiarazione relativa alla posizione IVA; gli enti richiedenti soggetti a IVA, anche parzialmente, devono evidenziare nel dettagliato preventivo di spesa i costi depurati della relativa IVA o quantificarne il relativo ammontare;

c) dichiarazione relativa alla ritenuta d’acconto ai sensi dell’articolo 28 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e successive modifiche;

d) piano di finanziamento dettagliato con indicazione delle entrate (distinte per devoluzioni di enti, entrate proprie, sponsorizzazioni);

e) relazione sull’attività svolta nell’anno precedente con l’indicazione dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi programmati, completa di dati statistici;

f) relazione programmatica per l’attività prevista per l’anno di riferimento;

g) dichiarazione che per le medesime iniziative e spese ammissibili non è stata presentata domanda di agevolazione ad altri enti o istituzioni pubbliche; in caso contrario la relativa agevolazione va dichiarata come entrata e viene detratta dalla spesa ammessa a contributo ai sensi dei presenti criteri.

8. Alla domanda di concessione del contributo per spese correnti deve essere allegata, oltre alla documentazione di cui al comma 7, la seguente documentazione:

a) bilancio consuntivo e/o rendiconto riferito all’anno precedente, redatto secondo i criteri di competenza;

b) piano dei costi per l’anno di riferimento;

c) scheda dati del personale dipendente, in cui

devono essere indicati il contratto collettivo applicato, la retribuzione lorda annuale, i dettagli del rapporto di lavoro, le mansioni previste e il livello di inquadramento; il richiedente deve rispettare la normativa sulla privacy nei confronti dei suoi dipendenti.

9. Alla domanda di concessione del contributo per iniziative deve essere allegata, oltre alla documentazione di cui al comma 7, la seguente documentazione:

a) la lista delle iniziative previste, per le quali viene richiesto il contributo;

b) un rapporto dettagliato di ogni singola iniziativa, che deve contenere una descrizione esaustiva di ogni singola iniziativa, comprendente: i destinatari, gli obiettivi, il periodo di attuazione, il luogo e il modo di svolgimento, numero e qualifica di tutte le relatrici e di tutti i relatori, il numero delle e dei partecipanti stimati, nonché, qualora previsti, il preventivo di spesa dettagliato e il piano di finanziamento riferiti ad ogni singola iniziativa;

c) curriculum professionale delle e dei docenti e/o delle relatrici e dei relatori, che partecipano alla realizzazione delle iniziative per le quali viene richiesto il contributo.

10. Qualora l’attività per la quale si richiede il contributo rientri nel regime de-minimis, così come previsto dal regolamento (UE) n. 1407/2013, alla domanda di contributo deve essere allegata la relativa dichiarazione sugli aiuti di Stato in regime de-minimis.

Articolo 6
Istruttoria delle domande

1. Le domande sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione.

2. L’Ufficio provinciale Ordinamento sanitario è autorizzato a richiedere qualsiasi ulteriore documentazione e informazione ritenuta necessaria.

3. Entro 15 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, gli enti devono regolarizzare, rettificare o integrare la documentazione e le informazioni.

4. Qualsiasi modifica subentrata dopo la presentazione della domanda dovrà essere tempestivamente comunicata per iscritto all’Ufficio Ordinamento sanitario, che dovrà approvarla in ossequio ai criteri vigenti.

5. Per la valutazione delle richieste di contributo l’ufficio può avvalersi di una apposita commissione, nominata dalla direttrice/dal direttore di ripartizione oppure richiedere la consulenza di una esperta/di un esperto.

Articolo 7
Spese ammissibili per spese correnti

1. Sono ammissibili le seguenti spese:

a) spese per il personale dipendente: stipendi, previdenza complementare, oneri sociali, accantonamenti al fondo TFR, compensi, spese per aggiornamento e rimborsi spese, anche per le collaboratrici e i collaboratori volontari;

1) le retribuzioni corrisposte al personale dell'ente richiedente non possono essere né inferiori a quanto previsto dai rispettivi contratti collettivi di lavoro né superiori a quelle previste per le e i dipendenti provinciali di pari qualifica;

2) i compensi da corrispondere sia alle libere professioniste e ai liberi professionisti che alle lavoratrici e ai lavoratori autonomi occasionali o coordinati e continuativi, incluse imposte e oneri sociali, non possono superare i massimali di importo stabiliti dalla Giunta provinciale;

b) spese amministrative: spese per riscaldamento, pulizia, acqua, luce, spese postali e telefoniche, spese di cancelleria, assicurazioni, consulenze giuridico-contabili per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale dell’ente;

c) massimo quattro quote associative di adesione alla rispettiva associazione nazionale e alle federazioni provinciali riconosciute ed operanti nel settore sanitario,

d) spese di manutenzione ordinaria di arredi, attrezzature d’ufficio ed automezzi fino ad un importo massimo complessivo di 10.000,00 Euro;

e) spese per piccoli acquisti fino ad un importo massimo complessivo di euro 2.500,00;

f) spese per il sito web;

g) canoni di locazione e spese condominiali, quote di leasing dell’immobile;

h) spese per libri e riviste di interesse sanitario;

i) spese per materiale igienico e sanitario di consumo;

j) spese di acquisto di materie prime utilizzate in ambito di percorsi terapeutico-riabilitativi;

k) spese per attività ludico ricreative in favore delle e dei pazienti nella misura del 30 per cento del costo complessivo.

2. Per i soli enti che associano pazienti sono ammissibili le seguenti ulteriori spese:

a) rimborso spesa a socie e soci per spese che non vengono rimborsate dagli altri enti pubblici. L’ente stabilisce quali siano le spese da rimborsare secondo criteri propri, da pubblicarsi sul proprio sito web. Una copia dei criteri adottati deve essere presentata all’Ufficio Ordinamento sanitario;

b) spese per servizi affidati a terzi per prestazioni sanitarie integrative non fornite dal sistema sanitario provinciale per socie e soci affetti da malattie;

c) spese per gite e soggiorni di vacanza.

Articolo 8
Spese non ammissibili per spese correnti

1. Non sono ammissibili a contributo le seguenti spese:

a) spese in contrasto con gli obiettivi di cui all’articolo 81 della legge provinciale 5 marzo 2001, n. 7, e successive modifiche;

b) imposte e tasse ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche;

c) l’imposta sul valore aggiunto (IVA) dichiarata detraibile dal beneficiario;

d) gli interessi passivi;

e) il deficit d’esercizio dell’anno precedente;

f) gli ammortamenti;

g) la liquidazione del TFR;

h) spese per pranzi e cene;

i) rimborso delle spese di viaggio dal luogo di residenza al posto di lavoro e ritorno del personale con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato;

j) gli interessi di mora, le sanzioni e le spese di rappresentanza quali offerte, omaggi e similari;

k) acquisto di merci o prodotti messi in vendita dall’organizzatore;

l) ogni altra spesa non sufficientemente motivata o non comprovata da adeguata documentazione;

m) compensi a componenti di organi direttivi, ad eccezione delle socie e dei soci ordinari di cooperative che per statuto devono prestare la propria attività in favore dell’ente;

n) offerte di beneficenza;

o) premi in denaro e per lotterie;

p) risarcimento di danni per responsabilità civile.

Articolo 9
Spese ammissibili per iniziative

1. Per seminari, corsi, gruppi di auto aiuto, supervisioni, convegni e conferenze sono ammesse le seguenti spese:

a) spese per i compensi di relatrici e relatori, moderatrici e moderatori, alle condizioni e nella misura di cui al comma 5;

b) spese di locazione dei locali, purché il locale di svolgimento dell’iniziativa si trovi in luogo diverso dalle sedi del richiedente;

c) spese per il noleggio di apparecchiature tecniche;

d) spese relative a redazione, grafica e stampa di programmi, inviti, manifesti, pieghevoli, opuscoli, locandine riguardanti l’iniziativa e necessari alla sua pubblicizzazione;

e) spese per servizi di traduzione, interpretariato e per noleggio di cabine per la traduzione simultanea;

f) spese per materiale didattico indispensabile per le attività di formazione;

g) spese per la produzione di materiale audiovisivo strettamente collegato all’iniziativa.

2. Per campagne di prevenzione e promozione della salute e pubblicazioni che divulgano materiale d’interesse sanitario sono ammesse le seguenti spese:

a) spese relative a redazione, traduzione, grafica e stampa di manifesti, pieghevoli, opuscoli, locandine riguardanti l’iniziativa e necessari alla sua pubblicizzazione;

b) spese per materiale di promozione e la produzione di materiale audiovisivo strettamente collegato all’iniziativa;

c) spese per l’affitto di stand fieristici;

d) spese per compensi di collaboratrici e collaboratori esterni all’ente indispensabili per l’attività di sensibilizzazione e promozione, alle condizioni e nella misura di cui al comma 5;

e) spese promozionali relative alle iniziative (pubblicità radiofonica, spot televisivi, inserzioni su internet, giornali e riviste, creazione e gestione di siti web per attività strettamente collegate con l’iniziativa da promuovere) fino al 20 per cento del costo complessivo dell’iniziativa.

3. Per iniziative di attività ricreativa per persone ricoverate presso strutture sanitarie pubbliche e convenzionate sono ammesse le seguenti spese:

a) spese per animatrici e animatori;

b) spese per materiale di consumo indispensabile per l’attività di intrattenimento.

4. Per iniziative inerenti attività motorie sono ammesse le seguenti spese:

a) spese di locazione delle strutture, purché la struttura di svolgimento dell’iniziativa sia localizzata in luogo diverso dalle sedi del richiedente;

b) spese per il noleggio di attrezzature strettamente legate e indispensabili al raggiungimento degli obiettivi dell’iniziativa;

c) compensi a istruttrici e istruttori.

5. I compensi a relatrici e relatori, moderatrici e moderatori, istruttrici e istruttori, animatrici e animatori, collaboratrici e collaboratori esterni all’ente sono ammissibili alle condizioni e nella misura di cui alla delibera della Giunta provinciale del 31 marzo 2015, n. 385, e successive modifiche Le spese di vitto, alloggio e viaggio sostenute dalle persone suddette sono rimborsate in base alle disposizioni vigenti per il personale dipendente della Provincia autonoma di Bolzano.

6. Le spese organizzative non devono superare il 20 per cento della spesa ammessa a rendiconto. Sono ammesse le seguenti spese organizzative:

a) spese postali (affrancatura, buste, carta);

b) spese telefoniche;

c) materiale di cancelleria;

d) cartucce per stampante e fotocopiatrice.

Articolo 10
Spese non ammissibili per iniziative

1. Non sono ammissibili le seguenti spese:

a) onorari e compensi per le socie e i soci dell’ente che richiede il contributo, ad eccezione delle socie e dei soci ordinari di cooperative che per statuto devono prestare la propria attività in favore dell’ente;

b) spese per studi o ricerche;

c) formazione e aggiornamento per le socie e i soci dell’ente che richiede il contributo, nonché per le volontarie e per i volontari;

d) spese per investimenti e di manutenzione;

e) imposta sul valore aggiunto (IVA) relativa alla spesa per la quale viene richiesto il contributo, per la parte detraibile per il richiedente;

f) noleggio pullman e autovetture, o rimborsi per il trasporto delle e dei partecipanti al luogo dell‘iniziativa;

g) pranzi e cene di partecipanti, volontarie e volontari o tirocinanti, così come spese di rappresentanza quali offerte, omaggi e similari;

i) tasse di iscrizione relative a convegni e/o corsi;

j) materiale per decorazioni, fiori e similari;

k) acquisto di merci o prodotti messi in vendita dall’organizzatore;

l) gite e soggiorni di vacanza;

m) costi di creazione e istituzione di servizi e sedi dei richiedenti;

n) spese per prestazioni sanitarie;

o) spese per feste und buffet;

p) offerte di beneficenza;

q) aiuti economici;

r) iniziative destinate a un mero acquisto di prodotti e servizi;

s) ogni attività che non rientra nell’ambito di applicazione di cui all’articolo1.

2. Spese non ammissibili per seminari, corsi, supervisioni, gruppi di auto aiuto, convegni e conferenza:

a) convegni, seminari e altre iniziative formative rivolte esclusivamente a professioniste e professionisti operanti in ambito sanitario;

b) iniziative puramente finalizzate all’intrattenimento del pubblico.

Articolo 11
Obblighi nell’attività di comunicazione

1. I beneficiari, nell'ambito della propria attività di comunicazione, devono segnalare adeguatamente che le attività sono state realizzate con il sostegno economico della Provincia autonoma di Bolzano, Ripartizione Salute, e devono utilizzare il logo della Provincia. In particolare:

a) devono apportare in modo visibile il logo su pubblicazioni, materiali informativi e pubblicitari vari, manifesti, opuscoli, prodotti informatici e multimediali;

b) in tutte le occasioni di presentazione dell’ente e delle sue attività deve essere citata la Ripartizione Salute per la concessione del contributo;

c) le pubblicazioni devono essere adeguatamente pubblicizzate e messe gratuitamente a disposizione della collettività.

2. Il contributo è concesso solo se la bozza del materiale da pubblicare è stata preventivamente approvata dall’Ufficio Ordinamento sanitario.

Articolo 12
Anticipo

1. Agli enti senza scopo di lucro può essere concesso un anticipo sul contributo per un importo massimo pari al 70 per cento per le spese correnti e per un importo massimo pari al 50 per cento per le iniziative. Tale anticipo è erogato solo se il contributo concesso ammonta ad almeno 1.500,00 euro.

Articolo 13
Rendicontazione e liquidazione

1. Il rendiconto deve essere presentato entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno successivo a quello della concessione del contributo.

2. Per la liquidazione del contributo va presentata apposita domanda, corredata della documentazione di seguito riportata:

a) una dichiarazione sostitutiva, rilasciata e sottoscritta dal/dalla legale rappresentante dell’ente, che confermi l’avvenuto svolgimento dell’attività ammessa a contributo e che la spesa – distinta per macro-voci di spesa – è stata effettivamente sostenuta e attestante che tutte le spese dichiarate sono quietanzate e che l’ente è in possesso di tutti i relativi documenti di spesa;

b) documentazione di spesa in originale, fino all’importo del contributo concesso, con relativo elenco; per le spese del personale dipendente è possibile presentare, per ogni dipendente, un prospetto riassuntivo delle voci di spesa redatto da un/una commercialista o dalla persona che elabora le buste paga, su cui è apposto il timbro dell'ente e controfirmato dal/dalla legale rappresentante;

c) eventuale dichiarazione relativa alle ore di volontariato effettivamente prestate, qualora l’ente possa dimostrare, con apposita dichiarazione sostitutiva, di avere realizzato l’iniziativa programmata anche con l’apporto di lavoro volontario. A tal fine vanno dichiarati con precisione la tipologia e il numero degli operatori volontari, nonché il numero di ore di attività di volontariato effettivamente prestate. A tal fine, l’ente può dimostrare la copertura di spesa ammessa al contributo fino ad un massimo del 25 per cento mediante ore di volontariato, alle quali è attribuito un importo di 20,00 euro per ogni ora lavorativa prestata. Non sono riconosciute le ore di frequenza di corsi di formazione, le ore di partecipazione a riunioni del consiglio di amministrazione e del consiglio direttivo, nonché le ore di volontariato prestate dal personale con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e di ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l'ente;

d) per gli enti e i soggetti non aventi scopo di lucro operanti nel settore sanitario, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, la documentazione da produrre può essere limitata all'importo del vantaggio economico concesso, fermo restando l'obbligo di una dichiarazione sottoscritta dal/dalla legale rappresentante del soggetto richiedente che attesti il deposito, in originale o in copia, presso la sede della persona giuridica, delle fatture quietanzate e/o dei mandati di pagamento per l’importo totale ammesso, nonché della dichiarazione relativa allo svolgimento dell'intera iniziativa ammessa all'agevolazione;

e) per iniziative aventi oggetto corsi, supervisioni, seminari e attività motorie, deve essere presentato un elenco delle presenze sottoscritto dai e dalle partecipanti.

3. A fronte di una preventiva specifica e motivata richiesta dell’ente può essere autorizzata la compensazione tra macro-voci per la copertura della spesa ammessa.

4. Per spese riguardanti obbligazioni assunte nell’anno solare di riferimento del contributo, per conguagli di utenze o spese condominiali, può essere presentata la documentazione di spesa emessa nell’anno successivo a quello di assegnazione del contributo, fermo restando che le relative obbligazioni devono risultare assunte nell’anno di concessione del contributo.

5. Decorso il termine di cui al comma 1 senza che la rendicontazione della spesa sia stata presentata, la direttrice/il direttore di ripartizione dispone la revoca del contributo.

6. Ai fini del loro riconoscimento, le spese:

a) devono essere sostenute nell’anno di riferimento del contributo. I documenti di spesa che sono stati emessi nell’anno successivo alla concessione del contributo possono essere presentati solo se si riferiscono a prestazioni contrattuali che sono state effettuate o fornite nell’anno di concessione del contributo;

b) devono essere reali ovvero effettivamente sostenute (uscita finanziaria verificabile) e contabilizzate dal beneficiario in conformità con le disposizioni normative e con i principi contabili;

c) devono essere pertinenti e quindi, direttamente e inequivocabilmente collegabili all’attività a cui si riferisce il rendiconto;

d) devono corrispondere al preventivo, agli importi concessi per le singole attività e agli importi concessi per le singole voci di spesa;

e) devono essere giustificate da fatture o documenti contabili di valore probatorio equivalente, che devono essere intestati al beneficiario e devono essere quietanziate.

7. Tutta la documentazione contabile deve essere presentata in originale e in fotocopia, numerata in modo progressivo sia in originale che in copia, e consegnata divisa in due distinti fascicoli. Le copie della documentazione possono anche essere trasmesse in versione informatica in formato “pdf”.

8. Le domande di liquidazione del contributo e la relativa documentazione sono esaminate secondo l’ordine cronologico di entrata.

9. L’Ufficio provinciale Ordinamento sanitario è autorizzato a richiedere qualsiasi ulteriore documentazione o informazione che ritenga necessaria. In tal caso il richiedente deve, entro 15 giorni dalla richiesta dell’ufficio, provvedere a perfezionare la domanda, rettificando le informazioni o integrando la documentazione presentata.

10. La liquidazione del contributo avviene dopo la presentazione di tutta la documentazione amministrativa e contabile necessaria per la rendicontazione.

11. Il contributo è ridotto in proporzione alle maggiori entrate provenienti da altre fonti rispetto a quelle conteggiate nel preventivo. Le minori entrate non comportano un aumento del contributo concesso.

12. Se la spesa per la quale è stato concesso il contributo è minore rispetto a quella ammessa, il contributo è ridotto e ricalcolato in base all’importo delle spese effettivamente sostenute secondo la percentuale concessa.

Articolo 14
Restituzione dell’anticipo e riduzione del contributo

1. Qualora la spesa effettivamente sostenuta sia inferiore all’anticipo concesso, l’ammontare del contributo spettante è rideterminato sulla base della spesa effettivamente sostenuta e l’ente è tenuto a restituire la parte di contributo eccedente, maggiorato degli interessi legali decorrenti dalla data dell’erogazione.

2. Qualora le iniziative ammesse a contributo non siano state realizzate, l’ente ha l’obbligo di restituire all’amministrazione provinciale l’anticipo percepito per tali attività, maggiorato degli interessi legali decorrenti dalla data dell’erogazione.

3. Qualora l’ente non presenti la rendicontazione entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno successivo a quello di concessione del contributo, perde il diritto al contributo stesso e deve restituire l’anticipo ricevuto, maggiorato degli interessi legali, decorrenti dalla data dell’erogazione.

4. Qualora l’ammontare complessivo derivante dal numero delle richieste approvate dall’Ufficio Ordinamento sanitario dovesse superare la soglia delle risorse finanziarie previste e a disposizione, le quote di finanziamento verranno ridotte in proporzione.

Articolo 15
Revoca

1. Il contributo già concesso è revocato in caso di accertate irregolarità nello svolgimento delle attività o in caso di ingiustificata parziale realizzazione.

Articolo 16
Controlli

1. L’Ufficio provinciale Ordinamento sanitario effettua controlli a campione su almeno il sei per cento delle domande degli enti, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

2. I beneficiari dei contributi da sottoporre a controllo sono selezionati mediante sorteggio.

3. Durante il controllo a campione viene presa visione della documentazione contabile in originale e verificata la veridicità delle dichiarazioni presentate dal beneficiario nonché l’effettiva realizzazione delle iniziative oggetto del contributo.

4. I beneficiari sono tenuti a sottoporsi ai controlli ed alla vigilanza dell’ufficio, che può effettuare controlli a campione presso le sedi del beneficiario e presso i luoghi di svolgimento delle attività oggetto di contributo.

5. Fatto salvo quanto previsto nei commi precedenti, l’ufficio può disporre ulteriori verifiche ritenute necessarie.

6. In caso di dichiarazioni non veritiere, si applica l’articolo 2/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, fatte salve le disposizioni penali.

Articolo 17
Disposizione transitoria

1. Per l’anno 2019 la domanda di contributo dovrà essere presentata entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dei presenti criteri nel Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.

 

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