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Delibera 3 ottobre 2017, n. 1054
Criteri per la concessione dei contributi per microstrutture aziendali e l’acquisto di posti bambino presso servizi analoghi - revoca della deliberazione della Giunta provinciale n. 1367 del 18 novembre 2014 (modificata con delibera n. 905 del 11.09.2018)

ALLEGATO A

Criteri per la concessione dei contributi per microstrutture aziendali e l’acquisto di posti bambino presso servizi analoghi

Articolo 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano la concessione di contributi ai sensi dell’articolo 16 della legge provinciale 17 maggio 2013, n. 8, recante “Sviluppo e sostegno della famiglia in Alto Adige”, e successive modifiche, di seguito denominata legge. I contributi sono concessi per la copertura delle spese inerenti alla gestione di strutture aziendali per l’assistenza all’infanzia e per l'acquisto di singoli posti bambino presso:

a) microstrutture aziendali, di cui all’articolo 16 della legge;

b) microstrutture di cui all'articolo 15 della legge;

c) l’analogo servizio di assistenza domiciliare all’infanzia di cui all’articolo 13 della legge.

2. I servizi di cui al comma 1, lettere a) e b), devono essere situati in provincia di Bolzano e possedere le caratteristiche determinate dal decreto del Presidente della Provincia 7 settembre 2005, n. 43, e successive modifiche.

3. Il servizio di cui al comma 1, lettera c), deve essere svolto nella provincia di Bolzano e possedere le caratteristiche determinate dal decreto del Presidente della Giunta provinciale 30 dicembre 1997, n. 40, e successive modifiche.

Articolo 2
Definizioni

1. Ai fini dei presenti criteri, in base al Capo IV della legge, si intende per:

a) microstrutture aziendali: i servizi socio-educativi per la prima infanzia, destinati a bambine e bambini di età compresa fra tre mesi e tre anni, realizzati nelle aziende e gestiti, su incarico delle aziende stesse, da enti gestori privati senza scopo di lucro operanti nel settore dei servizi all’infanzia;

b) microstrutture per l’infanzia: i servizi socio-educativi per la prima infanzia destinati a bambine e bambini di età compresa fra tre mesi e tre anni e gestiti da enti gestori privati senza scopo di lucro in convenzione con i comuni competenti per territorio;

c) servizio di assistenza domiciliare all’infanzia: il servizio socio-educativo per la prima infanzia destinato a bambine e bambini fino a tre anni di età ed offerto da assistenti domiciliari qualificate presso la propria abitazione e collegate ad una cooperativa sociale.

Articolo 3
Beneficiari

1. Possono beneficiare dei contributi, in qualità di datori di lavoro, imprese individuali, società e consorzi iscritti nel registro delle imprese della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bolzano, liberi professionisti e libere professioniste, nonché enti pubblici e privati che svolgono la loro attività in provincia di Bolzano.

2. Possono altresì beneficiare dei contributi associazioni di imprese, consorzi e comunioni d’interesse con sede in provincia di Bolzano.

3. I beneficiari sono tenuti a rispettare i contratti collettivi di lavoro locali e nazionali, le vigenti normative in materia di sicurezza e di tutela della salute sul posto di lavoro e le norme in materia di previdenza, nonché a versare i contributi previdenziali anche per tutti i familiari privi di altra assicurazione pensionistica che collaborano nell’azienda.

Articolo 4
Spese ammissibili per microstrutture aziendali per l’infanzia e servizi analoghi

1. Sono ammissibili le seguenti spese:

a) spese per iniziative;

b) spese per il personale dipendente e non dipendente dell’ente gestore del servizio, quali stipendi, imposte e oneri sociali, accantonamenti sul fondo TFR, compensi, aggiornamento, rimborsi spese, inclusi quelli per i collaboratori volontari;

c) spese per materiale didattico e pedagogico, spese per il servizio mensa della microstruttura aziendale;

d) spese amministrative quali canoni di locazione, spese condominiali‚ di riscaldamento, pulizia, acqua, luce, spese postali e telefoniche, imposte e tasse, spese di cancelleria e per materiale di facile consumo, abbonamenti a giornali e riviste, assicurazioni; spese per manutenzione ordinaria di immobili, arredi, attrezzature, macchine e automezzi, nonché spese per piccoli acquisti fino ad un valore massimo unitario di euro 2.500,00;

e) spese di ammortamento relative al rinnovo dei locali ed all’acquisto di attrezzature e arredi, escluse quelle riguardanti investimenti già finanziati con contributo provinciale;

f) eventuali altre spese di gestione del servizio aziendale di assistenza all’infanzia concordate con l’unità organizzativa competente della Provincia.

2. I rimborsi spese sono riconosciuti nella misura massima prevista dalla Giunta provinciale per i rimborsi delle spese sostenute dai propri dipendenti.

Articolo 5
Spese non ammissibili

1. Non sono ammissibili le seguenti spese:

a) l’imposta sul valore aggiunto (IVA) relativa alla spesa per la quale viene richiesto il contributo, se dichiarata detraibile dalle imposte da parte del beneficiario;

b) il deficit d’esercizio dell’anno precedente;

c) gli importi liquidati a titolo di TFR;

d) le spese che vanno oltre la normale amministrazione per l’organizzazione di feste, convegni, manifestazioni, assemblee, quali spese per fiori e addobbi, servizi fotografici e similari, gadget, fatto salvo quanto disposto dall’articolo 4, comma 1, dei presenti criteri;

e) interessi di mora, multe, spese di rappresentanza quali offerte, omaggi e similari;

f) ogni altra spesa per la quale non vengano forniti sufficienti chiarimenti o non adeguatamente documentata.

Articolo 6
Determinazione delle spese ammissibili per l’acquisto di posti bambino e modalità di fatturazione

1. In caso di acquisto di posti bambino presso i servizi di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a), b) e c), è ammesso a contributo il costo del servizio determinato sulla base dell’importo per posto bambino preventivato annualmente assieme all’ente gestore del servizio, moltiplicato per il numero di posti che il datore di lavoro intende concretamente acquistare.

2. L’ente gestore del servizio fattura direttamente alle famiglie utenti la parte del costo del posto bambino che è a loro carico, sulla base di quanto stabilito nella convenzione con il datore di lavoro.

3. Le fatture emesse dall’ente gestore del servizio a carico del datore di lavoro beneficiario del contributo devono riportare quanto segue:

a) in caso di acquisto di posti bambino: l’importo fatturato al datore di lavoro, il costo totale mensile di ogni posto bambino così come stabilito nella convenzione e il numero di ore mensili di assistenza effettivamente utilizzate da ogni bambino o bambina;

b) in caso di gestione dell’intera microstruttura aziendale, l’importo stabilito alle varie scadenze nella convenzione.

Articolo 7
Determinazione del contingente e delle modalità di finanziamento per la cessione di posti bambino ai Comuni

1. Nei casi di gestione di microstrutture aziendali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), l’ente gestore può mettere a disposizione dei comuni, per ragioni di efficienza e di costi, posti bambino, in caso di utilizzo parziale o insufficiente della microstruttura da parte delle aziende/datori di lavoro. Al momento dell’assegnazione dei posti alle famiglie utenti, deve essere rispettata la condizione che la maggioranza dei bambini e bambine frequentanti siano utenti aziendali. In questo caso il comune partecipa ai costi dei servizi usufruiti da parte delle famiglie in microstrutture aziendali, in base ai criteri vigenti per il finanziamento delle microstrutture.

2. Il prezzo praticato ai comuni per le microstrutture aziendali non può essere superiore al prezzo più alto praticato nella stessa microstruttura alle aziende.

Articolo 8
Entità dell’agevolazione

1. Il contributo è concesso di norma nella misura del 33,33 per cento della spesa complessiva ammessa ai sensi dei presenti criteri.

2. Ai richiedenti in possesso della certificazione “audit famigliaelavoro” viene concessa una maggiorazione del 5 per cento.

3. In caso di difficoltà finanziarie del datore di lavoro privato, debitamente comprovate dal ricorso agli ammortizzatori sociali, la percentuale di cui al comma 1 può essere aumentata di 10 punti percentuali, per far sì che la partecipazione ai costi da parte delle famiglie utenti del servizio non superi il 35 per cento del costo complessivo.

4. Nel caso in cui la microstruttura aziendale o un servizio analogo sia frequentato da bambine e bambini con disabilità, la Provincia garantisce la copertura dei costi del personale aggiuntivo specializzato, necessario a garantirne un’adeguata assistenza.

Articolo 9
Presentazione della domanda

1. Le domande di contributo devono essere compilate sul modulo predisposto dalla competente unità organizzativa ed essere sottoscritte dal/dalla legale rappresentante del soggetto richiedente, che può aver diritto all’ l’agevolazione. Le domande vanno presentate entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento, o successivamente, se vi fosse necessità di acquistare posti bambino dopo tale data.

2. Le domande inoltrate oltre il termine di cui al comma 1 sono trattate secondo l’ordine cronologico di ricezione da parte dell’unità organizzativa competente della Provincia e possono essere prese in considerazione solo in presenza di residua disponibilità finanziaria sul relativo capitolo di bilancio.

3. La domanda può essere integrata nel corso dell’anno in caso di variazioni nell’utilizzo del servizio concordate tra il richiedente e l’ente gestore del servizio stesso.

4. Nel caso di spedizione della domanda per posta, fa fede la data del timbro postale; nel caso di inoltro con posta elettronica certificata (PEC), fa fede la data di ricezione riportata nella ricevuta di avvenuta consegna inviata al mittente dal gestore della PEC.

Articolo 10
Dati e documentazione

1. Le domande devono riportare i seguenti dati e informazioni:

a) tipologia del servizio scelto e numero di posti bambino acquistati dal soggetto richiedente;

b) costo complessivo preventivato dall’ente gestore del servizio per l’anno finanziario di riferimento;

c) tariffa massima a carico degli utenti e relativa percentuale rispetto al costo complessivo del servizio;

d) posizione relativa all’imposta sul valore aggiunto (IVA).

2. Le domande devono contenere le seguenti dichiarazioni:

a) dichiarazione inerente all’assolvimento dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);

b) la dichiarazione inerente all’adempimento delle prescrizioni di legge in materia di diritto del lavoro, di tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori e delle lavoratrici, nonché in materia di diritto al lavoro dei disabili.

3. La domanda va corredata della copia della convenzione stipulata tra il datore di lavoro e l’ente gestore del servizio scelto, da cui risultino in particolare il numero di posti bambino acquistati dal datore di lavoro e il relativo costo totale pattuito, la durata dell’utilizzo del servizio e le condizioni in caso di variazioni significative dell’utilizzo effettivo del servizio.

4. In caso di apertura di una nuova microstruttura aziendale, alla domanda va allegata, a cura del datore di lavoro, una relazione dettagliata stilata sulla base dei risultati della rilevazione effettuata in merito al fabbisogno di tale servizio.

5. Le domande incomplete e non regolarizzate senza un valido motivo entro i termini perentori fissati dall’unità organizzativa competente vengono archiviate d’ufficio.

Articolo 11
Liquidazione parziale

1. Il beneficiario può richiedere la liquidazione parziale del contributo entro il mese di luglio dell’anno di riferimento, allegando alla relativa domanda una dichiarazione rilasciata dall’ente gestore del servizio, attestante l’avvenuto pagamento delle fatture emesse fino a quella data.

Articolo 12
Rendiconto e liquidazione

1. Il rendiconto deve essere presentato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di concessione, pena la revoca del beneficio.

2. Per gravi e motivate ragioni può essere concessa una proroga del termine di cui al comma 1 fino a un ulteriore anno; trascorso inutilmente anche tale termine, il contributo è automaticamente revocato. Se il beneficiario ha percepito un anticipo, deve restituirlo maggiorato degli interessi legali.

3. Ai fini della rendicontazione va presentata la seguente documentazione:

a) una dichiarazione dalla quale risulti il costo totale effettivo del servizio nell’anno di riferimento e che la partecipazione ai costi del servizio da parte delle collaboratrici e dei collaboratori dell’azienda non abbia superato il 35 per cento dei costi complessivi di gestione della microstruttura aziendale o dei posti bambino;

b) una dichiarazione inerente alla ritenuta d’acconto relativa all’imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRES), ai sensi dell’articolo 28 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e successive modifiche;

c) una dichiarazione rilasciata dall’ente gestore del servizio di assistenza all’infanzia contenente:

1) la lista delle fatture emesse a carico del datore di lavoro nell’anno di riferimento, con la dichiarazione che tali fatture sono state effettivamente saldate;

2) la lista delle fatture emesse e l’importo totale posto a carico delle famiglie utenti del servizio;

d) una breve relazione sull’andamento del servizio utilizzato, con la valutazione degli effetti economici rilevati in azienda anche in correlazione con altre misure eventualmente adottate per favorire la conciliabilità di famiglia e lavoro.

4. Se la spesa effettivamente sostenuta è inferiore a quella ammessa, il contributo viene ricalcolato d’ufficio in base all’importo della spesa effettivamente sostenuta, applicando la percentuale già concessa.

5. La liquidazione del contributo avviene dopo la richiesta di liquidazione con presentazione di tutta la documentazione amministrativa e contabile necessaria alla rendicontazione, di cui al comma 3.

6. I termini per la conclusione del procedimento amministrativo decorrono dalla data in cui la domanda di liquidazione risulta completa ai sensi del comma 5.

Articolo 13
Controlli

1. L’unità organizzativa competente effettua controlli a campione su almeno il sei per cento dei contributi concessi, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche. In tali controlli si prende visione della documentazione contabile in originale e si verificano la corrispondenza e la regolarità delle spese effettivamente sostenute per il servizio usufruito, rispetto alla autocertificazione presentata in sede di rendicontazione.

2. I beneficiari si impegnano, pena la revoca delle agevolazioni, a mettere a disposizione dell’unità organizzativa competente la documentazione che questa riterrà opportuna per verificare la sussistenza dei requisiti per la concessione dell’agevolazione.

Articolo 14
Revoca

1. Nel caso in cui le strutture competenti accertino una violazione delle norme in materia di contratti collettivi di lavoro locali e nazionali, delle normative in materia di sicurezza e di tutela della salute sul posto di lavoro, nonché di assicurazioni pensionistiche anche per i collaboratori familiari, l’intera agevolazione viene revocata e si applicano le sanzioni di cui all’articolo 2/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

2. Nel caso in cui, a seguito dei controlli di cui all’articolo 13, si accerti la mancanza dei requisiti per la concessione dell’agevolazione, la stessa è revocata e deve essere restituita maggiorata degli interessi legali.

Articolo 15
Norma transitoria

1. Le disposizioni di cui all’articolo 7 trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2018.

2. Il termine di cui al comma 1 va prorogato per i bambini già assistiti, al fine di garantire la continuità pedagogica nel servizio frequentato fino all’uscita degli stessi.

 

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