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Delibera 11 aprile 2017, n. 430
Criteri per incentivare gli investimenti nelle imprese agricole (modificata con delibera n. 731 del 24.07.2018) (temporaneamente sospesa dalla delibera n. 467 del 11.06.2019, escluso il punto 4.6)

Allegato

Criteri per incentivare gli investimenti nelle imprese agricole

1. Ambito di applicazione e finalità

1.1 I presenti criteri disciplinano le modalità di concessione di aiuti per incentivare gli investimenti nelle imprese agricole e per rimuovere i danni causati da calamità naturali o avverse condizioni atmosferiche, in attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e k), della legge provinciale 14 dicembre 1998, n. 11, e successive modifiche. Gli aiuti previsti dai presenti criteri soddisfano tutte le condizioni di cui al capo I del regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno 2014 (GU L 193/1 del 1.7.2014) che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006, nonché le condizioni specifiche per le categorie di aiuti di cui all’articolo 14 dello stesso regolamento e sono esentati dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

1.2 Gli investimenti devono soddisfare almeno uno dei seguenti obiettivi:

a) miglioramento della redditività complessiva e della sostenibilità dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione;

b) miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purché l’investimento in questione vada oltre le vigenti norme dell’UE;

c) realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura;

d) ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali o avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali.

1.3 I presenti criteri si applicano agli aiuti fino a un importo pari a 500.000,00 euro per impresa e per progetto di investimento.

1.4 Sono escluse dalla concessione di aiuti individuali le imprese destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno.

1.5 Non possono essere concessi aiuti che contravvengono ai divieti o alle restrizioni stabiliti nel regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, anche se tali divieti e restrizioni interessano solo il sostegno dell'Unione previsto da tale regolamento.

1.6 Gli investimenti devono essere conformi alla legislazione dell'Unione, statale e provinciale in materia di tutela ambientale. Per gli investimenti che richiedono una valutazione dell'impatto ambientale ai sensi della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, gli aiuti sono concessi a condizione che il progetto di investimento sia stato oggetto di tale valutazione e abbia ottenuto l'autorizzazione prima della data di concessione degli aiuti individuali.

2. Beneficiari

2.1 Beneficiari degli aiuti previsti dai presenti criteri sono le microimprese, nonché le piccole e medie imprese (PMI), anche in forma associata, che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro, e che sono attive nella produzione agricola primaria e sono iscritte nell’anagrafe provinciale degli imprenditori agricoli.

2.2 Gli aiuti per le iniziative di cui ai punti 4.2 e 4.6, lettere da a) a d) possono inoltre essere erogati alle microimprese e PMI beneficiarie finali tramite i consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario di cui agli articoli 862 e 863 del Codice Civile.

2.3 Dal beneficio degli aiuti sono escluse le imprese in difficoltà ai sensi dell'articolo 2, punto 14, del regolamento (UE) n. 702/2014.

3. Definizioni

3.1 Ai fini dei presenti criteri s’intende per:

a) “superficie foraggera avvicendata”: “arativo” e “frutta”, i tipi colturali così come definiti nel manuale per l’Anagrafe provinciale delle imprese agricole;

b) “superficie foraggera”: l’insieme delle superfici coltivate a prato e pascolo, nonché foraggere avvicendate, calcolate tenendo conto dei coefficienti di correzione stabiliti nel Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 per la Provincia autonoma di Bolzano;

c) “malghe”: le malghe che, insieme alle relative strutture necessarie all’alpeggio, sono definiti alpeggi dal manuale dell’Anagrafe provinciale delle imprese agricole;

d) “serre per il ciclo produttivo”, strutture fisse, chiuse e percorribili, utilizzate esclusivamente per la produzione di piante ornamentali e piante ortive, separate fisicamente da altri locali dell’azienda, soprattutto dalle superfici adibite alla vendita, e con accesso vietato ai clienti;

e) “aziende a indirizzo produttivo misto”, imprese agricole che esercitano attività in diversi ambiti della produzione primaria;

f) “punti di svantaggio“: punteggio assegnato per gli svantaggi naturali che caratterizzano un’impresa agricola, disciplinato ai sensi dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Provincia 9 marzo 2007, n. 22.

4. Iniziative ammesse

4.1 Sono ammesse ad aiuto la costruzione, la ristrutturazione, il miglioramento e l’acquisto di:

a) edifici ad uso aziendale per il ricovero del bestiame con relativi annessi, nonché strutture per il ricovero di alveari;

b) edifici ad uso aziendale per il deposito di macchine, attrezzi agricoli e di mezzi aziendali;

c) edifici aziendali per la conservazione di prodotti agricoli e per eseguire le operazioni necessarie per preparare tali prodotti per la prima vendita;

d) edifici e impianti per aziende florovivaistiche nonché per vivai viticoli e di piante arboree.

4.2 Sono ammesse ad aiuto la costruzione e manutenzione straordinaria di strade rurali, degli adiacenti muri di sostegno per collegamenti interaziendali e di muri di sostegno per superfici viticole, nonché la costruzione e la manutenzione straordinaria di strade consorziali per i soggetti di cui al punto 2.2.

4.3 È ammesso ad aiuto l’impianto di colture pluriennali.

4.4 È ammesso ad aiuto l’acquisto delle seguenti macchine e attrezzature, compresi i relativi programmi informatici, per la meccanizzazione esterna:

a) falciatrici e loro attrezzature accessorie per la fienagione, trattrici, transporter, falciatrici a due assi, rimorchi autocaricanti, caricaforaggi, spandiletami portati e trainati, spandiliquami portati e trainati, piattaforme e raccoglitrici per la frutticoltura, atomizzatori semoventi, trainati o portati per la distribuzione di prodotti fitosanitari;

b) macchine ed attrezzature impiegate da più aziende nell’ambito di una associazione utenti macchine agricole o di aziende agricole associate;

c) stazioni mobili di prevenzione per il miglioramento delle condizioni igieniche nel settore dell’apicoltura.

4.5 È ammesso ad aiuto l’acquisto delle seguenti macchine e attrezzature, compresi i relativi programmi informatici, per la meccanizzazione interna nonché per la conservazione e la preparazione di prodotti agricoli per la prima vendita:

a) sistemi per la mungitura e impianti di mungitura automatici;

b) impianti per la refrigerazione e conservazione del latte;

c) impianti e attrezzature per l’asportazione del letame;

d) pompe, miscelatori, separatori e impianti per l’asportazione di liquiletame;

e) trasportatrici pneumatiche per il fieno e impianti per l’essiccazione del fieno;

f) gru fisse e mobili per fienili;

g) allestimento di locali, nonché attrezzature tecniche per la preparazione di prodotti per la prima vendita;

h) arnie e attrezzature per l’apicoltura;

i) impianti ed attrezzature per l’allevamento avicolo.

4.6 Sono ammesse ad aiuto le spese per il ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali o da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, compresi i conseguenti lavori di ripristino e di messa in sicurezza geotecnica, concernenti:

a) lavori su superfici agricole;

b) lavori a impianti e infrastrutture agricole;

c) lavori a costruzioni ad uso aziendale;

d) l’acquisto di macchine agricole;

e) l’acquisto di animali.

5. Casi di esclusione dall’aiuto

5.1 Non possono beneficiare dell’aiuto:

a) le iniziative di cui ai punti 4.1, 4.2, 4.3 e 4.6 su malghe nonché le iniziative di cui ai punti 4.1, 4.2, 4.3 e 4.5 per impianti per la produzione di biogas;

b) le iniziative di cui al punto 4.1 lettera b) per superfici frutti-viticole;

c) le iniziative di cui al punto 4.2:

- su superfici frutti-viticole e arative, eccetto i muri di sostegno per superfici viticole;

- per le quali non sia stata prodotta una concessione edilizia valida ai sensi dell’articolo 66 della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13, e successive modifiche, eccetto i muri di sostegno per superfici viticole;

- realizzate in concomitanza o in seguito a cambiamenti di coltura da bosco o da alpeggio;

- su superfici situate ad oltre 2000 m di altitudine sul livello del mare;

d) le iniziative di cui al punto 4.3:

- per imprese agricole associate ad un’orga-nizzazione di produttori ai sensi del regolamento (UE) n. 1308/2013, se nei programmi operativi della rispettiva organizzazione di produttori sono previste delle misure di finanziamento per la relativa tipologia di coltura;

- per imprese agricole a prevalente coltivazione di pomacee o di vite;

e) le iniziative di cui al punto 4.4:

- per frazioni ed associazioni agrarie;

f) le iniziative di cui al punto 4.6, lettere a) e b), per spese per danni a superfici sulle quali negli ultimi due anni sono stati realizzati nuovi impianti, terrazzamenti o grandi movimenti di terra o miglioramenti fondiari e sulle quali i danni sono stati causati da frane, valanghe, cadute massi o cedimenti di muri con punto di distacco nello stesso appezzamento;

g) le iniziative di cui al punto 4.6, lettere c), d) ed e), per spese per danni causati da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali;

h) le iniziative di cui al punto 4.6 per spese coperte da assicurazioni;

i) funivie per il trasporto di materiale, tunnel in film plastici e condotte di acqua potabile.

6. Importi minimi delle spese ammissibili

6.1 Sono ammissibili i seguenti importi minimi di spesa:

a) 1.500,00 euro per le iniziative per il settore apistico di cui ai punti 4.1 e 4.5;

b) 2.500,00 euro per le iniziative di cui al punto 4.4 e al punto 4.6 su prati o superfici foraggere avvicendate;

c) 5.000,00 euro rispettivamente per le iniziative di cui ai punti 4.3, 4.5 e 4.6, eccetto quelle di cui alla lettera b);

d) 10.000,00 euro rispettivamente per le iniziative di cui al punto 4.1, eccetto la lettera d), nonché di cui al punto 4.2;

e) 20.000,00 euro per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera d).

7. Presupposti generali

7.1 Ai fini della concessione di un aiuto l’impresa agricola deve coltivare almeno:

a) 1,0 ettaro di superficie frutti-viticola o 2,0 ettari di superficie a prato, foraggera avvicendata o arativa per iniziative di cui ai punti da 4.1 a 4.5;

b) 0,5 ettari di superficie frutti-viticola o arativa o 1,0 ettaro di superficie a prato o foraggera avvicendata per le iniziative di cui al punto 4.6.

Se l’impresa agricola coltiva diversi tipi di colture, che singolarmente non raggiungono le soglie sopra menzionate, per le superfici di cui alla lettera a) si applica l’estensione minima di 2,0 ettari complessivi e per le superfici di cui alla lettera b) l’estensione minima di 1,0 ettaro complessivo, moltiplicando in entrambi i casi le superfici frutti-viticole e relativamente alla lettera b) anche gli arativi per il fattore due. Per l’apicoltura, per le aziende floro-vivaistiche e i vivai frutticoli e viticoli non sono richieste superfici minime. Per le aziende in forma associata il raggiungimento delle superfici minime di cui sopra avviene considerando la somma delle rispettive superfici delle aziende associate.

7.2 Per la concessione di aiuti per le iniziative di cui al punto 4, eccetto quelle di cui ai punti 4.1, lettera d), e 4.6, lettere a) e b), nonché per il settore dell’apicoltura, è richiesto il rispetto del carico di bestiame medio minimo di 0,5 UBA/ha superficie foraggera e del carico di bestiame medio massimo di cui all’allegata tabella 1. A tale scopo si considera tutto il bestiame tenuto in azienda, ad eccezione dei casi di collaborazione tra aziende adeguatamente documentati. In questi ultimi casi i rispettivi valori per le soglie riguardanti il carico bestiame devono essere rispettate da tutte le aziende partecipanti. Per le aziende in forma associata il calcolo del carico di bestiame avviene in base al numero totale dei capi di bestiame e di tutte le superfici foraggere dei soci. Per il calcolo della superficie foraggera e delle Unità di Bestiame Adulto (UBA) valgono le disposizioni e i coefficienti di correzione di cui al Programma di Sviluppo Rurale della Provincia. Per il calcolo del carico di bestiame valgono le tolleranze previste per i premi a superficie nelle direttive di attuazione del Programma di sviluppo rurale.

7.3 Il rispetto del carico di bestiame massimo deve essere comprovato sia al momento della concessione dell’aiuto che al momento della liquidazione dei rispettivi pagamenti. Il rispetto del carico di bestiame minimo deve essere comprovato, a seconda della forma di finanziamento, al momento dell'emanazione del decreto di liquidazione o della presentazione del rendiconto finale.

7.4 Qualora le iniziative incentivate siano realizzate in edifici o su superfici la cui disponibilità da parte del richiedente è comprovata da contratti di affitto o di locazione, cosa che costituisce comunque un presupposto per la concessione dell’aiuto, in caso di fabbricati la durata minima dei contratti deve corrispondere, tenuto conto della data di presentazione della domanda, alla durata della destinazione d’uso degli investimenti incentivati come definita al punto 16.1.

7.5 Le iniziative di cui ai punti 4.1, 4.2 e 4.6 possono essere ammesse ad aiuto anche se vengono realizzate in comuni vicini al confine di province limitrofe, purché tali iniziative non fruiscano di agevolazioni dalle predette province.

7.6 In caso d’incendio o di danni causati da forza maggiore a fabbricati rurali, nonché in caso di esproprio o alienazione di fabbricati rurali, la somma dell’aiuto e dei proventi derivanti da assicurazioni, esproprio o vendita non può superare un massimale pari a una volta e mezzo le spese ammissibili, e comunque non può superare la spesa riconosciuta; ai fini del calcolo si considerano i proventi riferiti ai cinque anni antecedenti la concessione dell’aiuto.

8. Presupposti specifici

8.1 Per le iniziative di cui al punto 4.1 si applicano i seguenti presupposti specifici:

8.1.1 per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c), per le quali è previsto un massimale in termini di spesa ammissibile, calcolato in base alla superficie foraggera ed al numero di UBA ammesse, tale spesa massima ammissibile può essere riconosciuta una sola volta nell’arco di venti anni. La misura massima delle spese ammissibili può essere esaurita, presentando anche domande di aiuto che si susseguono nel tempo; in questi casi si provvede a rivalutare gli aiuti precedentemente concessi sulla base degli indici del costo di costruzione di un fabbricato.

Il numero massimo di UBA per il quale può essere dimensionata una costruzione per il ricovero di bestiame risulta dall’applicazione delle disposizioni di cui al punto 7.2, aumentato di un valore corrispondente a 0,2 UBA per ettaro di superficie foraggera. Se questo numero massimo di UBA venisse superato, l’intera opera non potrà essere incentivata. Per la stessa opera edile si può fruire di un aiuto una sola volta nell’arco di venti anni.

Si prescinde dal rispetto del periodo ventennale nei seguenti casi:

- conversione di stalle esistenti a stalle a stabulazione libera se sono trascorsi almeno dieci anni dall’ultima incentivazione;

- passaggio al sistema di produzione biologica, se sono trascorsi almeno cinque anni dall’ultima incentivazione;

- danni causati da incendio o da calamità naturali o da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali.

8.1.2 Le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a) e b), e di cui al punto 4.5, lettere da a) a e), nonché i), che vengono realizzate da aziende ad indirizzo produttivo misto, possono essere incentivate nella misura prevista per le superfici foraggere esistenti, se vengono rispettati i presupposti di cui al punto 7.1, lettera a), riguardanti la superficie minima coltivata a prato, ad arativo o superficie foraggera avvicendata.

8.1.3 Per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera a), e punto 4.5, lettera i), sono previsti aiuti per le singole aziende fino al raggiungimento di 200 posti per l’ingrasso, o di 50 scrofe nel caso di allevamento di suini, o di 2000 galline ovaiole.

8.1.4 Per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera d), si applicano i seguenti presupposti specifici:

- il/la richiedente deve essere autorizzato all’esercizio dell’attività di produzione e commercializzazione di vegetali e prodotti vegetali; inoltre per il settore floro-vivaistico è richiesta l’iscrizione all’albo professionale dei giardinieri. Qualora il richiedente sia una persona giuridica, il requisito dell’iscrizione all’albo professionale dei giardinieri deve essere soddisfatto dal/dalla legale rappresentante o da un socio/una socia;

- sono iniziative ammesse ad aiuto a favore di aziende floro-vivaistiche:

a) la costruzione e la ristrutturazione di serre per il ciclo produttivo, inclusa la climatizzazione;

b) nuovi impianti di riscaldamento, purché alimentati da fonti di energia rinnovabile; non viene incentivata la sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti;

c) la costruzione di depositi, di locali per il ricovero di macchine, di locali caldaia, necessari per la produzione, nonché di celle frigorifere.

- sono iniziative ammesse ad aiuto a favore di vivai viticoli e di piante arboree la costruzione di depositi, di locali macchine, di locali caldaia, necessari per la produzione, nonché di celle frigorifere;

- per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera d), le spese massime ammissibili ammontano a 3 milioni di euro. Può essere presentata una sola domanda all’anno.

8.2 Le iniziative di cui al punto 4.2, eccetto i muri di sostegno per superfici viticole, sono ammesse ad aiuto solo per le imprese agricole con 40 o più punti di svantaggio.

Per le iniziative di cui al punto 4.2 le aziende a indirizzo produttivo misto devono rispettare le superfici minime di cui al punto 7.1; possono essere incentivate solo iniziative su superfici praticole e foraggere avvicendate, nonché muri di sostegno per superfici viticole.

Per i beneficiari di cui al punto 2.2 non si applicano i punti di svantaggio e le iniziative di cui al punto 4.2 devono servire prevalentemente a superfici praticole e foraggere avvicendate.

8.3 Le iniziative di cui al punto 4.3 sono ammesse ad aiuto a favore degli imprenditori agricoli che realizzano nuovi impianti di drupacee e piccoli frutti aventi una superficie minima di 2.000 metri quadrati per domanda. Nel periodo 2015-2020 può essere ammessa ad aiuto una superficie massima pari a 1,0 ettaro per tipo di coltura e impresa agricola. Con provvedimento del Direttore/della Direttrice della Ripartizione provinciale Agricoltura sono determinate ulteriori disposizioni per la realizzazione delle predette iniziative.

8.4 Per fruire degli aiuti per le iniziative di cui al punto 4.4 e 4.5 è necessario che siano trascorsi almeno dodici anni dall’ultima incentivazione erogata per la stessa iniziativa, esclusi i casi d’incendio o di calamità naturali o di avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali. Il lasso temporale di dodici anni si riferisce al singolo tipo di macchinario per le iniziative di cui al punto 4.4 e all’importo massimo fissato ai sensi del punto 9.1 per le iniziative di cui al punto 4.5.

Sono previsti aiuti per:

- macchinari aggiuntivi per il riscaldamento dell’aria per le iniziative di cui al punto 4.5, lettera e), esclusivamente se essi prevedono l’impiego di energia rinnovabile;

- gru fisse e mobili in fienili, solo se si coltivano almeno 4,0 ha a prato o superficie foraggera avvicendata.

8.4.1 Per le iniziative di cui al punto 4.4, lettera a), si applicano i seguenti presupposti specifici:

- la coltivazione di almeno 2,0 ettari di prato o prato avvicendato per falciatrici e loro attrezzature accessorie per la fienagione;

- la coltivazione di almeno 2,0 ettari di prato, arativo o di superficie foraggera avvicendata per trattrici, transporter e falciatrici a due assi. Se vengono coltivati almeno 12,0 ettari di prato, arativo o superficie foraggera avvicendata, ogni dodici anni possono essere incentivate, in aggiunta alla trattrice o al transporter, una falciatrice a due assi o, in aggiunta al transporter, una trattrice o una falciatrice a due assi;

- la coltivazione di almeno 4,0 ettari di prato, arativo o superficie foraggera avvicendata per rimorchi autocaricanti e caricaforaggi, spandiletami e spandiliquami portati e la coltivazione di almeno 12,0 ettari di prato, arativo o superficie foraggera avvicendata per spandiletami e spandiliquami trainati.

- la coltivazione di almeno 1,0 ettaro di fruttetto o vigneto per trattrici, transporter e atomizzatori semoventi, trainati o portati per la distribuzione di prodotti fitosanitari. I requisiti tecnici minimi degli atomizzatori semoventi, trainati o portati per la distribuzione di prodotti fitosanitari sono: convogliatore a torretta, possibile dotazione di ugelli adatti alla distribuzione di prodotti fitosanitari con impiego d’acqua in quantità ridotta, ugelli antideriva ad iniezione d’aria con getto piatto posizionati su almeno tre getti nelle posizioni più alte ed un sistema di filtraggio adatto (risciacquo automatico del filtro a pressione e almeno 1 cartuccia filtrante con un minimo di 80 mesh), lamiera di copertura unilaterale regolabile dal posto guida. La presenza di questi requisiti tecnici minimi sarà attestata dalla ditta produttrice;

- la coltivazione di almeno 2,0 ettari di frutteto per piattaforme e raccoglitrici per la frutticoltura.

8.4.2 Beneficiari delle iniziative di cui al punto 4.4, lettera c), sono associazioni di apicoltori che rappresentano almeno il 40 per cento delle imprese attive nel settore dell’apicoltura a livello provinciale.

8.4.3 Per i soggetti di cui al punto 2.2 cui possono essere erogati gli aiuti non valgono i presupposti di cui ai punti 7.1 fino 7.5 e, nella realizzazione delle iniziative di cui al punto 4.6, l’importo minimo di cui al punto 6.1 deve riferirsi allo stesso evento che ha causato danni in un’area geografica adiacente.

9. Determinazione delle spese ammissibili

9.1 L’importo massimo delle spese ammissibili per le iniziative di cui al punto 4, nonché quello per le iniziative che sono incentivabili ai sensi del punto 4.4, lettera b), e 4.5 sono determinati sulla base dei listini prezzi approvati dalla commissione tecnica di cui alla legge provinciale 19 novembre 1993, n. 23, e successive modifiche, per i lavori in ambito agricolo e forestale. Per gli aiuti erogati ai soggetti di cui al punto 2.2 può essere riconosciuta anche l’imposta sul valore aggiunto, qualora non detraibile.

9.2 L’importo massimo delle spese ammissibili per fabbricati aziendali per il ricovero di bestiame è fissato in base alla loro capienza per UBA. Nei prezzi massimi determinati dalla commissione tecnica di cui alla legge provinciale 19 novembre 1993, n. 23, e successive modifiche, sono inclusi i costi di costruzione della stalla, dei locali per il deposito del fieno, che devono essere adeguatamente dimensionati, dei silos e di altri locali accessori quali la camera del latte, il locale per mangimi e lettimi nonché quello delle attrezzature fisse per la stabulazione. I locali per il deposito di macchine ed attrezzi agricoli, la concimaia, la vasca liquame e liquiletame, la parte edile degli impianti per l’essicazione del fieno e le iniziative di cui al punto 4.5 sono da valutare separatamente. Le superfici per la deambulazione degli animali nonché le cuccette esterne e le relative tettoie possono essere riconosciute ai fini del calcolo delle spese ammissibili nei limiti e nel rispetto di quanto stabilito al punto 8.1.1.

9.3 Le spese massime ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera a), nel settore dell’apicoltura e dell’avicoltura non possono superare il 30 per cento dei costi per metro quadrato fissati semestralmente per l’edilizia abitativa agevolata. Ai fini dell’incentivazione degli apiari didattici le spese massime ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a) e c), ammontano fino al 50 per cento dei costi per metro quadrato fissati semestralmente per l’edilizia abitativa agevolata.

9.4 Le spese massime ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera b), non possono superare il 30 per cento dei costi per metro quadrato fissati semestralmente per l’edilizia abitativa agevolata e devono riferirsi alla superficie calcolata in dipendenza della dimensione aziendale secondo l’allegata tabella 2. Per le strutture semiaperte o semplici costruzioni in legno gli anzidetti costi sono dimezzati. L’importo non può comunque superare i costi riferiti ad una superficie netta pari a 100 mq di una costruzione ordinaria. Nel determinare le superfici ammesse ad aiuto per queste costruzioni aziendali si tiene conto delle superfici già adibite a deposito macchine.

9.5 Le spese massime ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.1, lettera c), non possono superare il 50 per cento dei costi per metro quadrato fissati semestralmente per l’edilizia abitativa agevolata; la superficie massima riconosciuta è pari a 75 mq di superficie utilizzabile; per i locali per l’apicoltura è riconosciuta, in dipendenza della dimensione aziendale, una superficie utilizzabile massima pari a 50 mq.

9.6 In aggiunta alla misura massima delle spese ammissibili di cui ai punti 9.2 e 9.4, in caso di fabbricati possono essere ammessi i costi per misure precisamente definite e documentate a livello di progetto, come lavori di demolizione, scavi in roccia, la costruzione di muri di sostegno necessari dal punto di vista statico, di pali nonché lavori esterni di consolidamento, direttamente connessi con l’iniziativa ammessa ad aiuto.

9.7 In caso di fabbricati soggetti a vincolo di tutela storico-artistica o di tutela degli insiemi le spese ammissibili a tal fine calcolate di cui al punto 9.1 possono essere aumentate fino ad un massimo del 30 per cento. I maggiori costi devono essere indicati specificatamente nel preventivo dettagliato da parte del libero professionista incaricato/della libera professionista incaricata.

9.8 Per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c), è concessa:

- in dipendenza della somma dei punti di svantaggio per la distanza e per l’accesso una maggiorazione compresa tra il 5 per cento e il 30 per cento dell’importo massimo di cui al punto 9.1. Tale maggiorazione è pari al 5 per cento se si raggiungono i 5 punti di svantaggio e aumenta rispettivamente di un punto percentuale per ogni ulteriore punto di svantaggio;

- in dipendenza della posizione altimetrica del sito dell’immobile una maggiorazione del 2 per cento dell’importo massimo di cui al punto 9.1 per ogni 100 metri in più a partire da una quota di 1000 metri s.l.m.

9.9 Le maggiorazioni di cui ai punti da 9.6 fino a 9.8 sono cumulabili.

9.10 Per le iniziative di cui al punto 4.6 le spese ammissibili corrispondono ai costi sostenuti per il ripristino del potenziale produttivo agricolo fino al livello preesistente al verificarsi del sinistro. Per le iniziative di cui al punto 4.6, lettera c), l’importo massimo delle spese ammissibili è calcolato ai sensi dei punti da 9.1 fino a 9.9.

10. Tipologia di aiuti

10.1 Viene concesso un contributo in conto capitale per le iniziative di cui ai seguenti punti:

- punto 4.1; per le iniziative di cui alla lettera d) fino ad un ammontare delle spese ammissibili pari a 500.000,00 euro;

- punti 4.2 e 4.3;

- punto 4.4, lettere a) e b), eccetto per trattrici, transporter nel settore frutti-viticolo, falciatrici a due assi, piattaforme e raccoglitrici per la frutticoltura, atomizzatori semoventi, trainati o portati per la distribuzione di prodotti fitosanitari; per le altre iniziative di cui al punto 4.4, lettera a), l’azienda deve raggiungere almeno 40 punti di svantaggio;

- punto 4.4, lettera c);

- punto 4.5, eccetto per impianti di mungitura, per spese ammissibili superiori a 40.000,00 euro;

- punto 4.6.

10.2 Per le iniziative di cui ai punti 4.4 e 4.5 può essere concesso un mutuo a tasso agevolato quinquennale ai sensi della legge provinciale 22 maggio 1980, n. 12, e successive modifiche. Se le spese ammesse superano 40.000,00 euro, può essere concesso un mutuo decennale.

10.3 L’incentivazione delle iniziative di cui al punto 4.1, lettera d), con spese ammesse superiori a 500.000,00 euro, avviene mediante concessione di un mutuo a tasso agevolato decennale ai sensi della legge provinciale 15 aprile 1991, n. 9, e successive modifiche.

11. Percentuali degli aiuti

11.1 Per la realizzazione delle iniziative di cui ai punti 4.1 e 4.2 vengono erogati aiuti nelle seguenti percentuali:

- fino al 40 per cento delle spese ammissibili,

- fino al 30 per cento delle spese ammissibili per le iniziative realizzate da parte di aziende florovivaistiche, di vivai viticoli e di piante arboree.

11.2 Per le iniziative di cui ai punti 4.1 e 4.2, alle imprese agricole situate in zone soggette a vincoli naturali come definite nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Provincia autonoma di Bolzano e che presentano 40 o più punti di svantaggio si applica una maggiorazione di 10 punti percentuali sulla percentuale di cui al punto 11.1, primo trattino. Un’ulteriore maggiorazione di 5 punti percentuali si applica a favore di queste stesse imprese agricole, indipendentemente dai punti di svantaggio, per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c), nel caso di produzione biologica. Sono escluse le iniziative nel settore dell’apicoltura.

11.3 Per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c), a favore di giovani agricoltori e agricoltrici insediatisi nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto, si applica una maggiorazione di 5 punti percentuali sulla percentuale di cui al punto 11.1, primo trattino. Nel caso in cui il beneficiario/la beneficiaria, alla data di presentazione della domanda di aiuto, abbia un’età superiore a 65 anni, si applica una riduzione di 5 punti percentuali della percentuale di cui al punto 11.1, primo trattino.

11.4 Per la realizzazione delle iniziative di cui al punto 4.3 l’aiuto può ammontare fino al 40 per cento delle spese ammissibili.

11.5 Per la realizzazione delle iniziative di cui ai punti 4.4 e 4.5 l’aiuto può ammontare fino alle seguenti percentuali:

- fino al 20 per cento delle spese ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.4, lettera a), per le imprese con almeno 40 e massimo 74 punti di svantaggio;

- fino al 25 per cento delle spese ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.4, lettera b);

- fino al 30 per cento delle spese ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.4, lettera a), per le imprese con almeno 75 punti di svantaggio, nonché per le iniziative di cui al punto 4.5;

- fino al 40 per cento delle spese ammissibili per le iniziative di cui al punto 4.4, lettera c), nonché per le iniziative di cui al punto 4.5 per l’apicoltura;

- i mutui a tasso agevolato sono concessi nella misura massima del 90 per cento delle spese ammissibili. Il tasso d’interesse a carico dei beneficiari corrisponde, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge provinciale 22 maggio 1980, n. 12, e successive modifiche, a quello previsto dalla normativa vigente in materia.

11.6.1 Per la realizzazione delle iniziative di cui al punto 4.6, lettere a) e b), l’aiuto può ammontare fino alle seguenti percentuali:

- fino al 70 per cento delle spese ammissibili per lavori di ripristino su prati o superfici foraggere avvicendate;

- fino al 50 per cento delle spese ammissibili per lavori di ripristino su superfici frutti-viticole o su arativi.

11.6.2 Per la realizzazione delle iniziative di cui al punto 4.6, lettere da c) a e), l’aiuto può ammontare fino al 70 per cento delle spese ammissibili.

11.6.3 Per la realizzazione delle iniziative di cui al punto 4.2 possono essere erogati ai soggetti di cui al punto 2.2 aiuti fino al 40 per cento delle spese ammissibili. Tale percentuale può essere maggiorata di 10 punti percentuali in caso di iniziative di cui al punto 4.2, destinate alle imprese agricole situate in zone soggette a vincoli naturali come definite nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Provincia autonoma di Bolzano.

12. Presentazione delle domande

12.1 Le domande di aiuto, redatte sul modulo predisposto dall’ufficio competente, devono essere presentate alla Ripartizione provinciale Agricoltura. Nella domanda vanno indicati:

- nome e dimensioni dell’impresa;

- descrizione del progetto o dell’attività, comprese le date di inizio e fine progetto/attività;

- ubicazione del progetto o dell’attività;

- elenco delle spese ammissibili;

- tipologia degli aiuti (contributo in conto capitale o mutuo a tasso agevolato) e importo del finanziamento pubblico necessario per il progetto o l’attività;

- cronoprogramma delle attività per iniziative pluriennali.

12.2 Per le iniziative di cui ai punti 4.1, 4.2 e 4.3 la domanda deve essere presentata prima dell’inizio dei lavori o dell’effettuazione dell’acquisto, corredata della seguente documentazione:

- autorizzazione all’esecuzione dei lavori con i documenti tecnici necessari, qualora richiesti;

- preventivo di spesa di un libero professionista abilitato/una libera professionista incaricata o offerta di una ditta; per arnie fabbricate in proprio, preventivo del/della richiedente;

- altri documenti, se necessari;

- in caso di acquisto: contratto di compravendita preliminare con la documentazione grafica nonché elenco dei beni immobili ed estratto tavolare, se necessario;

- riguardo alle iniziative di cui al punto 4.1, lettera c), descrizione delle attività previste.

12.3 Per le iniziative di cui ai punti 4.4 e 4.5 la domanda, eventualmente corredata da un preventivo di spesa, deve essere presentata prima dell’effettuazione dell’acquisto. Per le iniziative di cui al punto 4.4, in caso di contributi in conto capitale la fattura saldata, e in caso di mutui a tasso agevolato anche la fattura non saldata, deve essere prodotta entro sei mesi dalla richiesta scritta dell’ufficio competente, pena la decadenza della domanda stessa. Le iniziative con data di fatturazione anteriore alla presentazione della domanda sono escluse dall’incentivazione.

12.4 Per le iniziative di cui al punto 4.6 la domanda deve essere presentata al più tardi entro sei mesi dal giorno in cui si è verificato l’evento dannoso, a condizione che il danno sia ancora accertabile; la domanda deve essere corredata da una documentazione fotografica del danno ed eventualmente da un preventivo e, se necessario, dall’autorizzazione urbanistica.

13. Istruttoria delle domande

13.1 L’ufficio competente conferma per iscritto che la domanda è regolarmente pervenuta.

13.2 Le domande incomplete o che non soddisfano tutti i presupposti di cui ai punti 7 e 8 devono essere perfezionate entro un termine massimo di 60 giorni dalla richiesta scritta. Le domande non perfezionate entro i termini prescritti sono archiviate d’ufficio.

13.3 (abrogato con delibera n. 731  del 24.07.2018)

13.4 Il termine per la conclusione del procedimento di concessione degli aiuti di cui ai presenti criteri decorre dalla data in cui sono soddisfatti tutti i presupposti.

14. Anticipi

14.1 Per le iniziative di cui ai punti 4.1, 4.2 e 4.6, lettere da a) a c), possono essere erogati, dopo l’inizio dei lavori e dopo l’approvazione dell’aiuto, anticipi fino al 50 per cento dell’aiuto impegnato nel rispettivo anno.

14.2 Le imprese che intraprendono l’attività di allevamento di bestiame dopo la realizzazione degli investimenti incentivati non possono presentare richiesta per il pagamento di un acconto per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c).

14.3 Le modifiche al progetto approvato con provvedimento di concessione che non alterino le finalità tecnico-economiche dell’investimento incentivato e siano sostanzialmente ammissibili ad aiuto possono essere riconosciute dal funzionario incaricato/dalla funzionaria incaricata nei limiti della spesa complessivamente ammessa e purché siano state rilasciate le necessarie autorizzazioni urbanistiche.

15. Liquidazione dell’aiuto

15.1 La liquidazione dell’aiuto concesso ovvero del saldo, qualora sia stato erogato un anticipo, avviene su presentazione della relativa domanda, alla quale devono essere allegate le fatture quietanzate relative alle spese sostenute. Nel limite massimo stabilito dalla commissione tecnica di cui alla legge provinciale 19 novembre 1993, n. 23, e successive modifiche, e fino ad un importo massimo del 30 per cento della spesa ammissibile riferita ad ogni singolo progetto edile, possono essere considerate le prestazioni proprie fornite dal richiedente/dalla richiedente e dai suoi familiari che convivono e collaborano nell’azienda, debitamente attestate ed elencate in un’apposita dichiarazione. Limitatamente alle iniziative di cui al punto 4.1, lettera d), e al punto 4.3, la liquidazione avviene sulla base delle fatture saldate, presentate in originale.

15.2 Per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c), e ai punti 4.2 e 4.6, lettere da a) a c), in alternativa ai documenti di cui al punto 15.1 può essere presentata la dichiarazione di regolare esecuzione dei lavori da parte di un libero professionista abilitato/una libera professionista abilitata sulla base di uno stato parziale o finale dettagliato dei lavori eseguiti. A tale dichiarazione sono allegati un elenco riepilogativo delle spese sostenute, dal quale devono emergere i dettagli essenziali della documentazione di spesa, e una dichiarazione del/della legale rappresentante del richiedente/della richiedente, che attesta che le predette spese sono state sostenute. Per la costruzione degli edifici di cui ai punti 4.1, lettere a), b) e c), e per i lavori alle costruzioni di cui al punto 4.6, lettera c), in alternativa allo stato finale o parziale dettagliato dei lavori può essere presentato un rendiconto forfettario in base a prezzi unitari. Per le arnie fabbricate in proprio la liquidazione può avvenire sulla base di uno stato finale redatto dal/dalla richiedente.

15.3 Gli aiuti a favore dei soggetti di cui al punto 2.2 sono liquidati su presentazione delle fatture quietanzate relative alle spese sostenute. I lavori eseguiti dai soggetti di cui al punto 2.2 in economia diretta con personale dipendente e macchinari propri sono rendicontati applicando i prezzi unitari dei listini prezzi di cui al punto 9.1.

15.4 Per le iniziative di cui al punto 4 per le quali è richiesta un’autorizzazione urbanistica o concessione edilizia deve essere presentata la licenza d’uso oppure, per le iniziative non soggette a concessione, la dichiarazione di fine lavori, come previsto dalle vigenti norme urbanistiche provinciali.

15.5 Per l’acquisto di edifici aziendali deve essere presentato il contratto di compravendita registrato, con indicazione distinta del prezzo d’acquisto riferito all’edificio, o parte di esso, che è stato incentivato, nonché la documentazione attestante l’avvenuto pagamento del prezzo d’acquisto al venditore.

15.6 Se per le iniziative di cui al punto 4.1, lettere a), b) e c), le spese ammesse superano l'importo di 25.000,00 euro, ai fini della liquidazione del saldo è necessario documentare l’avvenuta stipula di una polizza di assicurazione contro gli incendi che copra almeno il 150 per cento delle spese ammissibili, e presentare la quietanza di pagamento dell’ultimo premio.

15.7 Il beneficiario deve rendicontare le spese effettuate entro la fine dell’anno successivo a quello del provvedimento di concessione o di imputazione della spesa, se diverso. Per le attività la cui realizzazione avviene in un arco temporale pluriennale, il beneficiario deve rendicontare la spesa sostenuta entro la fine dell’anno successivo riferito alle singole attività previste nel cronoprogramma. Per le iniziative di cui ai punti 4.1, 4.2 e 4.6, lettere da a) a c), possono essere erogati anche pagamenti parziali per stati di avanzamento dei lavori nella misura massima dell’80 per cento dell’aiuto complessivamente concesso, sempre nel rispetto del cronoprogramma. Trascorso tale termine o il più breve termine eventualmente stabilito senza che abbia avuto luogo la rendicontazione della spesa per causa riconducibile al beneficiario, l’aiuto viene revocato.

16. Obblighi

16.1 La concessione dell’aiuto comporta per il beneficiario l’obbligo di rispettare, a partire dalla data della liquidazione finale, la destinazione d’uso degli investimenti incentivati; l’obbligo vale per la durata di almeno dieci anni per gli investimenti edili di cui al punto 4.1 e per la durata di cinque anni per quelli tecnici. Nel caso di concessione di un mutuo, la durata del vincolo di destinazione d’uso corrisponde alla durata del mutuo.

16.2 La concessione di aiuti per le iniziative di cui al punto 4.4, lettera b), obbliga il beneficiario per la durata del vincolo di destinazione d’uso alla prestazione di almeno 40 ore lavorative a favore di altre aziende, di cui 15 ore devono essere prestate tramite l’impiego del macchinario incentivato. In caso di inosservanza di tale obbligo trovano applicazione le norme di cui al punto 16.3.

16.3 In caso di mancato rispetto del vincolo di destinazione d’uso per la durata prevista, è disposta la revoca – salvo i casi di forza maggiore – di quella parte dell’aiuto che corrisponde alla durata residua del periodo decennale o quinquennale. La durata residua è calcolata dalla data dell’accertamento delle circostanze che comportano la revoca dell’aiuto fino al termine del periodo di cui al punto 16.1. L’importo da restituire è maggiorato degli interessi legali.

17. Revoca

17.1 Se in sede di verifica della documentazione di spesa presentata per la liquidazione dell’aiuto o del saldo, nel caso in cui sia stato erogato un anticipo, viene accertata la mancanza dei presupposti per la concessione dell’aiuto con riferimento a singole spese nel relativo periodo, è disposta la revoca parziale dell’aiuto per un importo corrispondente e l’aiuto è ridotto in proporzione.

17.2 Se è stato erogato un anticipo e l’aiuto è ridotto ai sensi del punto 17.1 in misura maggiore rispetto all’ammontare del saldo, il beneficiario è tenuto a restituire la somma corrispondente alla parte dell’anticipo interessata dalla decurtazione dell’aiuto, maggiorata degli interessi legali.

17.3 Se invece, all’atto della liquidazione o dopo la liquidazione dell’aiuto, viene accertata la mancanza di presupposti per la sua concessione, è disposta la revoca dell’aiuto, che – qualora già erogato – deve essere restituito maggiorato degli interessi legali.

17.4 In caso di dichiarazioni non veritiere o mendaci nella domanda di concessione o in qualsiasi altro atto o documento presentato per ottenere l’aiuto, trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 2/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

18. Controlli

18.1 Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, vengono eseguiti annualmente controlli a campione su almeno il sei per cento delle iniziative incentivate.

18.2 Non sono oggetto dei controlli a campione le iniziative incentivate la cui regolare realizzazione sia stata verificata direttamente da funzionari della Ripartizione provinciale Agricoltura sulla base di appositi accertamenti e dei relativi verbali. Rimangono comunque in essere i controlli a campione in ordine alla veridicità delle dichiarazioni sostitutive nonché all’obbligo del mantenimento della destinazione d’uso.

18.3 L’individuazione delle iniziative da sottoporre a controllo a campione avviene annualmente mediante sorteggio, effettuato da una commissione composta dal Direttore/dalla Direttrice della Ripartizione provinciale Agricoltura o da un suo delegato/una sua delegata, dal Direttore/dalla Direttrice dell’ufficio competente per la liquidazione dell’aiuto e da un funzionario incaricato/una funzionaria incaricata. Delle operazioni di sorteggio e del relativo esito viene redatto apposito verbale.

18.4 I controlli amministrativi e i sopralluoghi sono eseguiti da funzionari della Ripartizione provinciale Agricoltura, che redigono il relativo verbale di accertamento.

18.5 In caso di accertate irregolarità trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente.

19. Divieto di cumulo

19.1 Gli aiuti di cui ai presenti criteri non sono cumulabili con altri aiuti di Stato né con altre misure di sostegno comunitario in relazione agli stessi costi ammissibili, se tale cumulo dà luogo a un’intensità d’aiuto superiore al livello fissato dal regolamento (UE) n. 702/2014.

20. Efficacia e applicabilità

20.1 Il presente regime di aiuti diviene efficace dopo che, ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (UE) n. 702/2014, la Commissione avrà ricevuto la sintesi delle rispettive informazioni e avrà inviato una ricevuta contrassegnata da un numero di identificazione degli aiuti.

20.2 Il presente regime di aiuti è valido fino al 31 dicembre 2020.

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