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Delibera 10 gennaio 2017, n. 20
Criteri per la concessione di aiuti "de minimis" per danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole annuali nonché per le relative misure di prevenzione

Allegato

Criteri per la concessione di aiuti “de minimis” per danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole annuali nonché per le relative misure di prevenzione

Art. 1
Ambito di applicazione

1. I presenti criteri disciplinano, ai sensi degli articoli 37 e 38 della legge provinciale 17 luglio 1987, n. 14, e successive modifiche, la concessione di indennizzi per danni arrecati dalla fauna selvatica di cui all’articolo 2 della legge citata alle colture agricole annuali e di contributi per le relative misure di prevenzione.

2. Questi aiuti vengono concessi ai sensi del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” nel settore agricolo.

Art. 2
Beneficiari

1. Beneficiari degli aiuti di cui all’articolo 1 sono le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli che hanno subito i danni o intendono porre in essere le misure di prevenzione di cui all’articolo 3.

Art. 3
Danni e misure ammissibili

1. Gli aiuti possono essere concessi per:

a) danni arrecati a colture di mais, frumento e colture orticole da selvaggina da pelo non sottoposta ad un pianificazione di prelievo;

b) misure di prevenzione dei danni da selvaggina da pelo alle colture di cui alla lettera a) – realizzazione di recinzioni antiselvaggina con un’altezza minima di 2,00 metri, griglie antiselvaggina, protezioni locali riutilizzabili per la protezione di singole piante e recinzioni elettriche;

c) misure di prevenzione dei danni da selvaggina da piuma alle colture di cui alla lettera a) – realizzazione di sistemi di dissuasione meccanici o acustici e reti.

Art. 4
Esclusione dall’aiuto

1. Gli aiuti non vengono concessi:

a) per danni a balle di fieno insilato e ad altri prodotti agricoli raccolti e ancora depositati sui campi come mais e rape insilati;

b) per danni da fauna selvatica in colture agricole annuali rientranti nel regime di aiuti di ammontare inferiore a 500,00 euro;

c) per la realizzazione di recinzioni antiselvaggina con costi ammessi inferiori a 2.000,00 euro;

d) per misure di prevenzione nei boschi e nei prati stabili;

e) per misure di prevenzione costituite da recinzioni in rete metallica antiselvaggina per colture agricole di estensione inferiore a 1.000 metri quadri;

f) per reti antigrandine;

g) per misure analoghe e interventi di rinnovamento entro quindici anni dalla data della verifica finale di recinzioni in rete metallica antiselvaggina per le quali è stato concesso un aiuto;

h) a favore di imprese che hanno superato la somma complessiva di 15.000,00 euro di aiuti “de minimis” nell’arco di tre esercizi finanziari.

Art. 5
Presentazione della domanda

1. La domanda di aiuto va presentata presso l’Ufficio Caccia e pesca della Ripartizione provinciale Foreste.

2. La domanda va redatta sul modulo predisposto dall’Ufficio provinciale Caccia e pesca o secondo il relativo modello. La domanda deve essere corredata della documentazione indicata nel modulo.

3. In caso di misure di prevenzione realizzate nell’arco di due anni, il richiedente deve indicare la data di inizio dei lavori e allegare alla domanda un cronoprogramma delle attività.

4. Per l’accettazione delle domande di aiuto vale quanto segue:

a) le domande di indennizzo per danni da fauna selvatica si accettano durante tutto l’anno e devono essere presentate immediatamente dopo la scoperta del danno e comunque almeno 14 giorni prima dell’inizio della raccolta. Nella domanda vanno indicati l’entità del danno e la presumibile data di raccolta. Le domande presentate dopo il 1° novembre dell’anno di riferimento vengono considerate l’anno successivo;

b) le domande di contributo per misure di prevenzione si accettano dal 1° gennaio al 31 maggio di ogni anno. Le domande devono essere presentate in ogni caso prima dell’inizio della realizzazione delle misure.

Art. 6
Istruttoria della domanda e liquidazione

1. L’Ufficio provinciale Caccia e pesca è competente per l’istruttoria delle domande. In caso di domanda incompleta, il Direttore/la Direttrice dell’Ufficio provinciale Caccia e pesca sollecita per iscritto la presentazione dei dati e documenti mancanti, fissando un termine per l’integrazione della domanda.

2. Accertata la regolarità e la completezza della domanda, il Direttore/la Direttrice dell’Ufficio provinciale Caccia e pesca incarica il personale del posto di custodia ittico-venatoria territorialmente competente oppure un ufficio tecnico dell’Amministrazione provinciale di eseguire un sopralluogo e di stendere il relativo verbale di accertamento.

3. Il richiedente deve consentire agli incaricati dell’accertamento il libero accesso ai fondi e alla documentazione riguardante l’aiuto.

4. Gli aiuti sono concessi in base all’esame oggettivo delle domande, alla graduatoria stilata secondo i criteri per l’attribuzione di punti di priorità e alle risorse finanziarie disponibili a tal fine.

5. L'erogazione degli aiuti per la realizzazione di misure di prevenzione avviene previa presentazione della richiesta di liquidazione e dopo la verifica finale della misura realizzata da parte di un funzionario/una funzionaria dell'Ufficio provinciale Caccia e pesca. Le spese devono essere rendicontate entro i seguenti termini:

a) entro il 31 ottobre dell’anno successivo al provvedimento di concessione, in caso di misure realizzate nell’anno di presentazione della domanda;

b) entro il 31 ottobre dell’anno successivo riferito alle singole attività previste nel crono programma, in caso di misure realizzate nell’arco di due anni.

Art. 7
Misura dell’aiuto

1. L’ammontare dell’indennizzo dei danni da fauna selvatica è pari all’80% dell’ammontare del danno accertato.

2. L’ammontare del contributo per misure di prevenzione è pari al:

a) 40% della spesa ammessa per recinzioni e griglie antiselvaggina;

b) 50% della spesa ammessa per protezioni locali riutilizzabili per la protezione di piante singole, recinzioni elettriche e reti;

c) 60% della spesa ammessa per sistemi di dissuasione meccanici o acustici.

3. Per la valutazione del danno o per la determinazione della spesa ammessa per le misure di prevenzione si considerano i prezzi unitari dei listini prezzi ufficiali dell’Amministrazione provinciale o, in mancanza di questi, i prezziari di organizzazioni di consulenza riconosciute in provincia di Bolzano. In mancanza di prezziari ufficiali, si possono concedere aiuti anche in base a distinte delle spese e relativi pagamenti documentati. L’eventuale importo dell’IVA sul prezzo del prodotto può essere ammesso all’aiuto, qualora il richiedente dichiari per iscritto di non poter scaricare l’IVA.

4. Gli aiuti “de minimis” concessi al richiedente non possono superare, nell’arco di tre esercizi finanziari, l’importo complessivo di euro 15.000,00.

5. L’indennizzo e tutti gli altri eventuali pagamenti compensativi ricevuti a copertura dei danni, compresi quelli contemplati da altre misure nazionali o dell’Unione o i risarcimenti previsti da polizze assicurative, non devono superare in ogni caso il 100% dei costi diretti ammissibili. Il richiedente deve allegare alla domanda di indennizzo una relativa autodichiarazione.

6. In caso di misure di prevenzione, l’aiuto non può essere cumulato con alcun altro aiuto pubblico per la stessa misura.

Art. 8
Criteri per l’attribuzione di punti di priorità

1. Nel caso di risorse finanziarie insufficienti, la concessione degli aiuti avviene in base ad una graduatoria stilata a seguito dell’assegnazione dei seguenti punti alle singole domande:

a) per indennizzi di danni da fauna selvatica:

1) 4 punti, se sono state adottate e mantenute a regola d’arte idonee misure di prevenzione;

2) 3 punti, se nelle colture danneggiate sono state realizzate misure a favore della fauna selvatica (elementi di habitat, collegamento di habitat, coltura agricola biologica, rinuncia a misure anti-intrusione della fauna selvatica);

3) 3 punti, se il terreno agricolo danneggiato confina direttamente con un bosco o con altre aree di rifugio per la fauna selvatica;

b) per misure di prevenzione:

1) 1 punto ogni cinque ettari (arrotondati) di terreno agricolo protetto ammesso all’aiuto (max. 5 punti);

2) 1 punto, se il terreno agricolo ammesso all’aiuto è direttamente confinante con un bosco o con zone in cui vige il divieto di caccia;

3) 1 punto per singoli appezzamenti non confinanti con terreni agricoli ammessi all’aiuto in estese zone prative e boschive;

4) 1 punto per terreni agricoli di più richiedenti che sono ammessi all’aiuto e sono situati in estese zone prative e boschive, se queste vengono protette attraverso una misura collettiva;

5) 1 punto per terreni agricoli ammessi all’aiuto, qualora non siano possibili altre misure di prevenzione a un costo più vantaggioso;

6) 1 punto per terreni agricoli ammessi all’aiuto il cui ambiente è caratterizzato dalla forte presenza di fauna selvatica (alta densità di fauna selvatica, vicinanza di quartieri di svernamento, corridoi faunistici).

2. Il punteggio complessivo risulta dalla somma dei punti assegnati per ciascuna condizione riscontrata.

3. Le domande di aiuto accolte e inserite nella graduatoria annuale sono evase fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili. In caso di parità di punteggio, ha la precedenza il richiedente per il quale era stato previsto un aiuto di importo maggiore.

Art. 9
Controlli

1. Le verifiche dei danni da fauna selvatica da parte del personale incaricato così come le verifiche finali delle misure di prevenzione previste nel procedimento sostituiscono ogni controllo a campione ai sensi della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

Art. 10
Revoca

1. Se in occasione del sopralluogo eseguito ai fini della verifica finale delle misure di prevenzione il personale incaricato accerta la realizzazione di una misura completamente o parzialmente diversa da quella per la quale è stato concesso l’aiuto, quest’ultimo viene ridotto in proporzione.

2. L’aiuto viene revocato, qualora si accerti che la misura di prevenzione è stata realizzata in modo insufficiente, non garantendo il fine della prevenzione dei danni da fauna selvatica.

3. L’aiuto è comunque revocato se è accertata la mancanza dei presupposti per la sua concessione.

Art. 11
Norme transitorie e finali

1. I presenti criteri si applicano alle domande presentate dall’anno 2017.

2. Per quanto non espressamente disciplinato dai presenti criteri, trova applicazione la vigente normativa in materia.

3. Nel territorio del Parco nazionale dello Stelvio valgono i criteri e le modalità per la concessione degli indennizzi arrecati nel territorio del Parco nazionale dello Stelvio dalla fauna selvatica alle colture agricole nonché al patrimonio zootecnico.

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