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Delibera 31 marzo 2015, n. 390
Criteri per la concessione di aiuti per agevolare il trasferimento di conoscenze ed azioni di informazione nonchè per servizi di consulenza e di sostituzione nelle aziende agricole

Allegato

Criteri per la concessione di aiuti per agevolare il trasferimento di conoscenze ed azioni di informazione nonché per servizi di consulenza e di sostituzione nelle aziende agricole

1. Ambito di applicazione

1.1 I presenti criteri disciplinano ‒ ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere j), o) e p) della legge provinciale 14 dicembre 1998, n. 11, e successive modifiche ‒ le modalità di concessione di aiuti per incentivare il trasferimento di conoscenze ed azioni di informazione nonché per servizi di consulenza e di sostituzione nelle aziende agricole. Tali aiuti soddisfano tutte le condizioni di cui al capo I del regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali, pubblicato in GU L 193 del 1.7.2014. I succitati aiuti soddisfano inoltre le condizioni specifiche per la categoria di aiuti di cui agli articoli 21, 22 e 23 dello stesso regolamento e sono esentati dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 108, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

2. Beneficiari

2.1 Gli aiuti di cui ai presenti criteri sono concessi alle associazioni di produttori e ad altre organizzazioni, di seguito definite organizzazioni, che erogano in natura le misure e i servizi elencati al punto 3 a favore di microimprese nonché di piccole e medie imprese (PMI) attive nel settore agricolo, in particolare nella produzione agricola primaria, e che hanno una sede operativa nel territorio provinciale.

2.2 È escluso il pagamento di un aiuto individuale a favore di un’organizzazione destinataria di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno.

2.3 Dal beneficio degli aiuti sono escluse le imprese in difficoltà ai sensi dell’articolo 2, punto 14 del regolamento (UE) n. 702/2014 della Commssione.

3. Misure e servizi ammissibili

3.1 Sono ammissibili al finanziamento le misure e i servizi di seguito elencati:

a) trasferimento di conoscenze;

b) azioni di informazione;

c) servizi di consulenza;

d) servizi di sostituzione.

4. Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione

4.1 Per misure di trasferimento di conoscenze e per azioni di informazione sono ammissibili le seguenti spese:

a) spese per l’organizzazione di azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze (come corsi di formazione e seminari) e di azioni di informazione;

b) spese di viaggio, soggiorno e diaria delle persone partecipanti.

5. Servizi di consulenza

5.1 Per misure di trasferimento di conoscenze sono ammissibili le spese per servizi di consulenza di cui ai successivi punti 5.3, 5.4 e 5.5 a favore di microimprese nonché di piccole e medie imprese (PMI) attive nel settore agricolo, in particolare nella produzione agricola primaria.

5.2 Le spese per consulenza fiscale e le-gale ordinaria e le spese di pubblicità rien-trano nelle normali spese di funzionamento dell’impresa e sono escluse dall’aiuto.

5.3 Gli aiuti vengono concessi per consentire alle aziende agricole attive nella produzione primaria e ai giovani agricoltori e agricoltrici di usufruire di servizi di consulenza volti a migliorare le prestazioni economiche e ambientali nonché la sostenibilità e la resilienza climatiche dell'azienda o dell'investimento.

5.4 La consulenza deve riferirsi ad almeno una delle priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio; la consulenza deve vertere su almeno uno dei seguenti aspetti:

a) gli obblighi derivanti dai criteri di gestione obbligatori o dalle buone condizioni agronomiche e ambientali di cui al titolo VI, capo I, del regolamento (UE) n. 1306/2013;

b) se del caso, le pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente di cui al titolo III, capo 3, del regolamento (UE) n. 1307/2013 e il mantenimento della superficie agricola di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera c), dello stesso regolamento;

c) misure volte alla modernizzazione, al rafforzamento della competitività, all'integrazione settoriale, all'innovazione, all'orientamento al mercato e alla promozione dell'imprenditorialità;

d) i requisiti stabiliti dagli Stati membri per l'attuazione dell'articolo 11, paragrafo 3, della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque;

e) i requisiti stabiliti dagli Stati membri per l'attuazione dell'articolo 55 del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE, in particolare la conformità ai principi generali della difesa integrata di cui all'articolo 14 della direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi;

f) se del caso, le norme di sicurezza sul lavoro o le norme di sicurezza connesse all'azienda agricola;

g) la consulenza specifica per agricoltori e agricoltrici che si insediano per la prima volta, comprese le consulenze sulla sostenibilità ambientale ed economica.

5.5 La consulenza può comprendere anche questioni diverse da quelle di cui al paragrafo 5.4, concernenti la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ad essi, la biodiversità e la protezione delle risorse idriche in conformità dell'allegato I del regolamento (UE) n. 1307/2013, o questioni inerenti alle prestazioni economiche e ambientali dell'azienda agricola, inclusi gli aspetti relativi alla competitività. Può rientrarvi anche la consulenza per lo sviluppo di filiere corte, l'agricoltura biologica e gli aspetti sanitari delle pratiche zootecniche.

6. Servizi di sostituzione

6.1 Questi aiuti possono essere concessi per finanziare i costi effettivi inerenti alla sostituzione dell’agricoltore/agricoltrice, di una persona fisica che è un/una coadiuvante familiare o di un suo collaboratore/una sua collaboratrice durante la sua assenza in caso di:

a) malattia, compresa la malattia dei figli, nonché

b) decesso.

6.2 La durata totale della sostituzione è limitata a tre mesi e 480 ore l’anno per beneficiario.

6.3 Gli importi massimi delle spese ammissibili al finanziamento sono determinati sulla base del listino prezzi approvato dalla commissione tecnica di cui alla legge provinciale 19 novembre 1993, n. 23, e successive modifiche, per i lavori in ambito agricolo e forestale.

7. Ammontare degli aiuti e costi ammissibli

7.1 L’aiuto può ammontare fino alla misura massima del 100% delle spese ammissibili per le misure e i servizi elencati al punto 3.

7.2 Per i servizi di consulenza di cui al punto 5 l’importo dell’aiuto è limitato a 1.500 euro per ciascuna.

7.3 Qualora nell'esercizio finanziario di riferimento non sussista la disponibilità di fondi necessari per erogare aiuti alle organizzazioni nella misura massima di cui sopra, l'ammontare degli aiuti a favore delle stesse è ridotto in proporzione, fatta salva la possibilità d’integrazione in caso di nuova disponibilità di fondi nell'esercizio finanziario di riferimento.

7.4. L’imposta del valore aggiunto (IVA) non è ammissibile agli aiuti, salvo nel caso in cui non sia recuperabile ai sensi della legislazione nazionale sull’IVA.

7.5 Non sono ammissibili al finanziamento le spese per azioni promozionali a favore dei prodotti agricoli.

8. Requisiti generali di ammissione

8.1 L’appartenenza alle organizzazioni di cui al punto 2 non costituisce requisito per poter fruire delle misure e dei servizi elencati al punto 3.

8.2 Gli aiuti sono erogati ai prestatori delle misure e dei servizi di cui al punto 3. Gli aiuti non comportano pagamenti diretti ai beneficiari.

8.3 Gli eventuali contributi dei non soci ai costi amministrativi delle organizzazioni di cui al punto 2 sono limitati ai costi dei servizi prestati per le misure e per i servizi di cui al punto 3, lettere a), b) e c).

8.4 Gli organismi prestatori di servizi di trasferimento di conoscenze e di informazione di cui al punto 4 dispongono delle capacità adeguate, in termini di personale qualificato e formazione regolare, per esercitare tali funzioni.

8.5 Gli organismi selezionati per prestare i servizi di consulenza di cui al punto 5 sono dotati di adeguate risorse in termini di personale qualificato e regolarmente formato, nonché di esperienza e affidabilità nei settori in cui prestano consulenza.

8.6 Nell’esercizio della loro attività, i prestatori dei servizi di consulenza rispettano gli obblighi di riservatezza di cui all’articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1306/2013.

9. Presentazione della domanda e documentazione

9.1 Di norma le domande per la concessione di un aiuto, corredate di un preventivo di spesa per le attività preventivate, devono essere presentate alla Ripartizione provinciale Agricoltura entro il 30 novembre dell’anno precedente all’anno di riferimento. Le domande di aiuto devono contenere:

a) il nome e le dimensioni dell’impresa;

b) la descrizione delle attività, comprese le date di inizio e fine;

c) l’ubicazione delle attività;

d) un elenco dei costi ammissibili;

e) la tipologia degli aiuti e importo del finanziamento pubblico necessario per il progetto.

9.2 In casi eccezionali e motivati le domande possono essere presentate anche dopo questo termine.

9.3 L’ufficio provinciale competente della Ripartizione provinciale Agricoltura procede alla verifica dell'ammissibilità delle spese preventivate nonché alla valutazione della loro congruità.

10. Liquidazione dell’aiuto e anticipo

10.1 Per la liquidazione dell’aiuto concesso è necessario presentare apposita domanda, corredata della seguente documentazione:

- Autodichiarazione del/della legale rappresentante dell’organizzazione richiedente attestante che le attività cui si riferisce la domanda di aiuto sono state eseguite interamente o solo parzialmente;

- idonea documentazione di spesa regolarmente quietanzata, corredata del relativo elenco analitico.

10.2 I documenti di spesa:

a) devono essere emessi a nome dell’organizzazione richiedente;

b) devono riferirsi espressamente alle spese previste dal preventivo allegato alla domanda;

c) devono coprire l'intero importo delle spese ammesse.

10.3 Se le spese effettivamente sostenute dovessero risultare inferiori all'ammontare delle spese ammesse, l'importo dell’aiuto viene ricalcolato in base alle spese effettive, applicando la percentuale concessa.

10.4 I richiedenti possono chiedere l'erogazione di un anticipo pari al 50% dell’ammontare dell’aiuto concesso sulla base del preventivo di spesa.

11. Revoca

11.1 Se in sede di liquidazione o dopo la liquidazione dell’aiuto si accertasse la mancanza dei presupposti per la relativa concessione o la presenza di dichiarazioni non veritiere o mendaci nella domanda di concessione dell’aiuto o in qualsiasi altro atto o documento presentato per ottenere l’aiuto, all’organizzazione beneficiaria viene revocato l’intero aiuto; qualora l’aiuto fosse già stato erogato, essa dovrà restituirlo maggiorato degli interessi legali.

11.2 Se è stato erogato un anticipo e se dalla documentazione di spesa definitiva presentata risulta che le spese effettivamente sostenute sono minori rispetto a quelle ammesse al finanziamento, assunte come base di calcolo dell’anticipo, il beneficiario è tenuto a restituire la parte di aiuto indebitamente percepita, maggiorata degli interessi legali.

11.3 Nel caso di dichiarazioni non veritiere o mendaci nella domanda di concessione dell’aiuto o in qualsiasi altro atto o documento presentato per ottenere l’aiuto, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche.

12. Controlli

12.1 Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche, vengono eseguiti annualmente controlli a campione su almeno il 6 per cento delle iniziative agevolate.

12.2 L’individuazione delle iniziative da sottoporre a controllo avviene annualmente mediante sorteggio, effettuato da una commissione composta dal direttore/dalla direttrice della Ripartizione provinciale Agricoltura o un suo delegato/una sua delegata, dal direttore/dalla direttrice dell'ufficio provinciale competente per l’erogazione degli aiuti e da un funzionario incaricato/una funzionaria incaricata. Delle operazioni di sorteggio e del relativo esito viene redatto apposito verbale. Possono essere sottoposti al controllo inoltre altri casi dubbi.

12.3 I controlli amministrativi e i sopralluoghi sono eseguiti da funzionari e funzionarie della Ripartizione provinciale Agricoltura, che redigono il relativo verbale di accertamento.

12.4 Nel caso in cui siano accertate irregolarità, si applicano le sanzioni previste dalla normativa vigente.

13. Divieto di cumulo

13.1 Gli aiuti previsti dai presenti criteri non sono cumulabili con altri aiuti di Stato né con altre misure di sostegno dell’Unione in relazione agli stessi costi ammissibili, se con detto cumulo si supera l’intensità massima di aiuto, come previsto dal regolamento (UE) n. 702/2014.

14. Efficacia e applicabilità

14.1 Il regime di aiuti di cui ai presenti criteri diviene efficace dopo che, ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (UE) n. 702/2014, la Commissione europea avrà ricevuto la sintesi delle rispettive informazioni e avrà inviato una ricevuta contrassegnata da un numero di identificazione degli aiuti.

14.2 Il regime di aiuti di cui ai presenti criteri è valido fino al 31 dicembre 2020.

 

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